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| L’SCT compirà presto due anni: Alcatel-Lucent e EDF fanno il bilancio |
| 7/12/2009 | |
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I gruppi francesi Alcatel-Lucent e EDF, che a sole poche settimane dal lancio dell’SCT, all’inizio del 2008, erano stati tra i primissimi a partire alla sua scoperta, tracciano oggi un bilancio positivo del primo strumento SEPA. « La semplificazione degli invii di file per i pagamenti e la razionalizzazione del numero di interfacce di tesoreria da gestire sono altrettanti elementi a favore di un rapido passaggio all’SCT. Il progetto SEPA rende più fluide le operazioni e la circolazione dell’informazione relativa ai pagamenti in Europa », spiega Xavier Hourseau, direttore dei sistemi informativi e delle operazioni di Alcatel-Lucent. « Per i gruppi che gestiscono i propri flussi su scala europea, il bonifico SEPA è di facile attuazione e dà garanzia di buoni frutti», sottolinea Gilbert Labbé, capo della divisione tesoreria e finanziamento intra-gruppo di EDF, mentre l’SCT tarda ad imporsi presso le imprese e le amministrazioni pubbliche. Secondo la BCE, a fine agosto 2009 in Europa solo il 4,5% dei versamenti veniva effettuato tramite SEPA.
L’adozione dell’SCT comporta per Alcatel-Lucent e per EDF problematiche diverse. Per i suoi flussi di pagamento Alcatel-Lucent sceglie un approccio decentralizzato. La scelta del formato SCT XML costituisce un’opportunità di standardizzare i formati utilizzati dai centri di servizi condivisi del gruppo per i pagamenti nazionali, anche al di fuori d’Europa. « Stiamo facendo convalidare il nostro formato di bonifico SEPA XML dalle nostre banche in Europa dell’Est e in Brasile, in India e in numerosi paesi del sud-est asiatico », precisa Xavier Hourseau. In pratica, i centri di servizi condivisi di Alcatel-Lucent trasmettono gli ordini di pagamenti nazionali a uno strumento di tesoreria condiviso e gestito a livello centrale. In questo tipo di organizzazione, le entità e le filiali mantengono la scelta dei loro partner bancari in materia di flussi. La standardizzazione del formato permette tuttavia di ridurre il numero di interfacce da gestire. Invece, per i bonifici transfrontalieri, in genere pagamenti fornitori di somme ingenti. Alcatel-Lucent preferisce emettere pagamenti unitari con formato MT 101, ritenuti più facili da seguire.
Quanto a EDF, gestisce tutti i pagamenti fornitori e terzi a partire da una centrale di pagamenti. « EDF emette ogni anno circa 10.000 bonifici transfrontalieri, essenzialmente nella zona euro. Per passare all’SCT i nostri investimenti sono stati ampiamente capitalizzati senza alcuna difficoltà nell’arco di pochi mesi, tanto più che il fatto di essere stati fra i primi corporate a passare all’SCT ci ha permesso di usufruire di prezzi speciali per questo nuovo mezzo di pagamento », sottolinea Gilbert Labbé. Per il bonifico SEPA EDF lavora con due istituti bancari e ne sta testando un terzo. A prescindere dal prezzo, i primi due istituti bancari sono stati scelti in base alla capacità di trattare gli ordini respinti con il formato richiesto da EDF.. « Avevamo insistito perché questo tipo di ordini fossero sempre trasmessi sotto forma di file in un momento in cui i file di ritorno sui bonifici SEPA non erano ancora pubblicati. Il che ci ha costretti a mantenere un formato del tipo CFONB 240. Inoltre, desidereremmo che le banche contabilizzino per intero l’importo della nostra trasmissione di bonifici e distinguano in una seconda linea gli ordini respinti».
Test di messaggio XML
Diversamente da EDF, secondo la quale le differenze di interpretazione della norma XML da parte delle banche per il bonifico SEPA non siano insormontabili, Alcatel-Lucent dichiara di essersi rifiutata di lavorare con una delle sue principali banche di trasferimento proprio per questo motivo. Precisiamo che il suo approccio decentralizzato dei pagamenti lo porta a trasmettere degli SCT a numerose banche (sei a tutt’oggi, fra cui un istituto al di fuori della zona euro). « La scelta delle banche riguardo l’SCT è stata fatta in base al formato che avevamo precisato. Abbiamo contattato le nostre banche privilegiate per i pagamenti nazionali e abbiamo scartato quelle che non intendevano adattarsi al nostro capitolato d’oneri », spiega Xavier Hourseau.
Ordini respinti sempre più difficili da trattare
Da Alcatel-Lucent così come da EDF, il passaggio all’SCT non ha comportato un rialzo del tasso da pagare sui bonifici per gli ordini respinti. Il trattamento di questi ordini è invece diventato più complesso, con la comparsa di casi specifici sinora ignorati. « É risultato che la nostra banca convertiva al formato MT 103 alcuni ordini verso controparti ritenute non accessibili al bonifico SEPA. In caso di ordini respinti, l’informazione ci perveniva attraverso un canale non tradizionale e abbiamo dovuto sostenere spese non lontane da quelle praticate sui bonifici internazionali, non paragonabili a quelle per gli ordini di bonifici nazionali respinti», sottolinea Gilbert Labbé. Alcatel-Lucent, fra le primissime società ad aver emesso bonifici SEPA, rileva anche quanto segue. « In molti casi, la comunicazione di ritorno delle banche avviene sotto forma di file testo, di pdf o di formato xml più o meno leggibili che abbiamo difficoltà a reinserire nei nostri sistemi di informazione », rileva inoltre Xavier Hourseau.
Inoltre, con il nuovo anno, EDF ha constatato un aumento di ordini respinti legato al cambiamento di numerosi codici BIC, a seguito di fusioni bancarie. Per ovviare a tale problema il gruppo ha modificato le procedure di verifica dei codici BIC+IBAN. « Accade che un ordine di bonifico resti fermo sino a 60 giorni nella nostra centrale di pagamenti prima di essere emesso. Per limitare il rischio di trasmettere un ordine per il quale nel frattempo siano state modificate le coordinate bancarie del beneficiario, abbiamo deciso di ripulire tutti i nostri file di bonifici in sospeso ogni volta che riceviamo un aggiornamento della base Swift BicPlusIban Directory », commenta Gilbert Labbé.
Fa inoltre riferimento a un altro punto che richiede particolare vigilanza nel passaggio all’SCT: le differenze di interpretazione delle banche in merito alla nozione di data di esecuzione, che per gli SCT diventa la data di riferimento e che va a sostituirsi alla data di valore o alla data di scadenza comunemente utilizzata come riferimento per i bonifici nazionali in Francia. « Chi emette file di pagamento è costretto ad adeguare le date di esecuzione a seconda dell’istituto emittente e, come minimo, ad accordarsi bene con lui prima di iniziare », aggiunge Gilbert Labbé.
Un’informazione più ricca scarsamente utilizzata
Presentato come fonte di risparmi per le imprese, in particolare nello studio condotto da CapGemini per la Commissione europea, il miglioramento dei processi di trattamento dall’inizio alla fine (STP, straight through processing) grazie al SEPA non è ancora realtà. Le maggiori informazioni fornite nei bonifici SCT, sotto forma di una dicitura di 140 caratteri lasciati a disposizione dell’emittente, sono poco utilizzate. « I campi di 140 caratteri non sempre sono stati strutturati in modo omogeneo dalle imprese. EDF ha introdotto in questi campi ciò che riteneva più opportuno, ma a volte i terzi non sono in grado di reperire queste informazioni inserite in campi particolari dell’estratto conto (registrazione 05) non sempre ben conosciuti, neanche dalle banche. Riceviamo sempre numerose chiamate con richieste di spiegazioni sui nostri pagamenti, il che conferma il fatto che i beneficiari non hanno ancora potuto usufruire della maggior ricchezza di informazioni contenuta nei nostri bonifici», iprecisa Gilbert Labbé.
Per il futuro, le banche devono impegnarsi affinché la maggior ricchezza di informazioni degli SCT diventi più esplicita negli estratti conto inviati.
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