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«L’ottimizzazione della financial value chain attraverso l’evoluzione dell’offerta del sistema bancario» Stampa E-mail
13/07/2010

«Il sistema bancario italiano è senza dubbio un attore centrale nella diffusione dei modelli di Fatturazione Elettronica. Quello che non è ancora sufficientemente chiaro è il ruolo che può e vuole giocare. Pur essendo un po’ schematici, possiamo identificare tre possibili cappelli con cui il sistema bancario si può presentare: fornitore di servizi, utente diretto di queste soluzioni oppure “terzo attore” del processo. Sono ruoli che possono coesistere e integrarsi, ma che sono estremamente diversi in termini di risultati attesi, per il sistema bancario e per il Paese», sottolinea l’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione del Politecnico di Milano nel suo ultimo rapporto “La Fatturazione Elettronica in Italia: reportage dal campo” pubblicato a maggio 2010.

 

Ad oggi, il sistema bancario italiano ricopre sicuramente il ruolo di fornitore di servizi – dalla Conservazione Sostitutiva a norma alla veicolazione delle fatture elettroniche – appoggiandosi a un’infrastruttura di rete interbancaria veloce e indubbiamente sicura – quella creata per offrire alle aziende i servizi del Corporate Banking Interbancario (CBI). I punti di forza del sistema bancario sono la relazione già in essere con le PMI e la disponibilità di una forza commerciale imponente e capillare.

 

Con il Corporate Banking Interbancario di seconda generazione (CBI2) sono disponibili, oltre all’invio e alla ricezione di documenti strutturati e non strutturati, servizi più tipicamente finanziari quali la riconciliazione automatica nei sistemi di pagamento/incasso e i bonifici XML a iniziativa del beneficiario. Per Liliana Fratini Passi, segretario generale del Consorzio CBI (Customer to Business interaction), «i Nuovi Servizi in area Gestione Documentale, integrati con quelli in area Incassi e Pagamenti, permettono a diverse tipologie di attori economici di trarre notevoli benefici dall’integrazione tra il ciclo commerciale di fatturazione e il ciclo finanziario di incassi/pagamenti, caratterizzato nel caso tradizionale da un elevato impiego di risorse aziendali e da inefficienze/errori derivanti dal processo di gestione del cartaceo». Come spiega Liliana Fratini Passi, «il progetto di evoluzione del CBI, per quanto riguarda l’integrazione fra documenti commerciali e servizi di incasso e pagamento, è ispirato a paradigmi tecnologici di flessibilità e compliance verso gli standard internazionali di messaggistica e di processo».

 

I membri del Consorzio Dafne – comunità “B2B” costituita da Aziende Farmaceutiche e Distributori Intermedi, il cui obiettivo è l’integrazione di tutti i partner della filiera farmaceutica attraverso collegamenti telematici EDI o Internet promuovendo la dematerializzazione – fanno parte dei primi attori economici ad aver utilizzato il servizio di veicolazione delle informazioni offerto dal sistema bancario. «In seguito a una gara d’appalto indetta per selezionare il partner bancario , individuato in Intesa SanPaolo, Comifar è stato il primo distributore intermedio a ricevere nel 2009 fatture in formato elettronico da parte dell’azienda farmaceutica Novartis. Da allora altri grandi gruppi hanno aderito all’iniziativa», spiega Stefano Novaresi, vice-presidente del Consorzio Dafne e Group Operations Director di Comifar, «mentre gli initial adopter hanno esteso l’adozione della soluzione. Per esempio, allo stato attuale, il Gruppo Comifar scambia 6.000 fatture in formato elettronico e prevede di arrivare a breve a 12.000».

 

Il progetto portato avanti dal Consorzio Dafne, del quale Stefano Novaresi è Project Leader, permette ai Consorziati di implementare la Conservazione a norma dell'Attivo e di essere in regime di Fattura Elettronica a norma, previo accordo tra le parti. Consente inoltre l'archiviazione a norma del Passivo e dei Registri / Libri Contabili corredabili di altri necessari documenti. L’integrazione dei sistemi contabili derivante dall’adozione della fatturazione elettronica permette di automatizzare i processi connessi e di passare alla dematerializzazione dell’intero ciclo ordine-pagamento (è infatti attivo da tempo lo scambio in formato elettronico degli altri documenti del ciclo: ordine, conferma d’ordine e DDT).

 

Gli indubbi benefici già ottenuti attraverso lo scambio delle fatture in formato elettronico e la loro archiviazione in modalità sostitutiva potrebbero essere incrementati se il sistema bancario si ponesse come utente diretto delle soluzioni o come “terzo attore” del processo. Riportando le parole dell’Osservatorio fatturazione Elettronica e Dematerializzazione, «il sistema bancario può infatti  rappresentare esso stesso un ricco ambito applicativo dei modelli di Fatturazione Elettronica, dalla digitalizzazione dei processi interni all’integrazione con i fornitori di beni/servizi e con i clienti. Come utente dei principi della dematerializzazione dei processi, può creare efficienza interna e migliorare la qualità del servizio verso i propri clienti». Allo stesso tempo, «come attori della financial value chain, le banche potrebbero rappresentare in tutte le relazioni commerciali il terzo “polo” che chiude il ciclo commerciale, fornendo dati sulla riconciliazione fatture-pagamenti, e apre verso servizi finanziari che non sarebbe possibile erogare alle medesime condizioni – di velocità o di prezzo – senza la disponibilità di informazioni sui processi commerciali  a monte. È evidente, in quest’ultimo caso, come vi siano enormi opportunità di tipo win-win – per le banche e per le imprese ».

Per il Consorzio Dafne, è questa la direzione verso la quale far evolvere il servizio offerto ai propri membri. Step successivo del progetto Fatturazione Elettronica è quello di rendere disponibili ai consorziati i servizi finanziari a valore aggiunto offerti dal CBI2, quali la riconciliazione automatica tra pagamenti e fatture, l’anticipo fattura, la definizione di nuovi e più efficaci rating di rischio..

 

Stefano Novaresi fa notare come l’automatizzazione del processo di riconciliazione tra pagamenti e fatture sia di particolare interesse per le aziende della sanità. Il Consorzio Dafne ha dato il via nel 2005 al progetto «Ospedali» al fine di scambiare per via telematica documenti ed informazioni tra le Aziende Farmaceutiche aderenti al progetto e Regioni, Aree Vaste, ASL ed Aziende Ospedaliere. Gli Enti Ospedalieri hanno l’opportunità di trasmettere ordini e ricevere conferme d’ordine, DDT e fatture in formato elettronico strutturato standard, secondo uno dei protocolli del Consorzio (EDIFACT, Easy DAFNE, XML). Sono oggi 46 fra Regioni, Aree Vaste, ASL e Aziende Ospedaliere – per oltre 650 presidi – gli Enti attivi nell’interscambio informativo con le aziende del Consorzio DAFNE aderenti al progetto. Diversi ospedali della regione Lazio hanno già iniziato a scambiarsi fatture in formato elettronico. Nel prossimo autunno sarà sperimentata la soluzione che prevede di fornire sullo stesso flusso degli incassi anche il corredo di dati necessari ad una fase di riconciliazione automatica: saranno coinvolte alcune Aziende Farmaceutiche ed alcune ASL. Secondo Stefano Novaresi, «oltre alle economie dirette generate dalla destinazione a nuove mansioni delle persone incaricate della riconciliazione manuale delle fatture e alla riduzione del margine di errore, la riconciliazione automatica delle fatture permetterebbe un controllo più accurato delle spese sanitarie degli ospedali. A livello nazionale, la redazione in tempi più brevi di un reporting delle spese suddivise per patologia e per regione permetterebbe infine una migliore distribuzione delle risorse. Inoltre, verrebbero ridotti i termini di pagamento delle amministrazioni pubbliche, grazie alla possibilità di collegare direttamente l’operazione di pagamento alla fattura tramite il remote banking».

 

Purtroppo, l’impressione dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione « è che, ad oggi, le banche si siano invece essenzialmente “presentate” come “fornitore di servizi”, piuttosto che come attore centrale del processo». La collaborazione tra Consorzio Dafne e Intesa SanPaolo sembra promettere il superamento di questo modello, rendendo concreta l’ottimizzazione della financial value chain in ottica d’integrazione.


 

 

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