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FINALMENTE PSD! Si, ma per chi? Stampa E-mail
17/06/2010

 

Fonte: bfinanceSi è tenuta a Roma il 17 e il 18 Giugno 2010, la 13ma edizione dello SPIN, l’importante evento annuale, promosso da ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, sui servizi di pagamento internazionali. Negli anni l’evento è diventato occasione d’incontro e scambio per la community dell’industria di settore, ponendosi come obiettivo un’approfondita analisi del mercato e delle sue evoluzioni in tema di pagamenti. Un’importante parterre ha presenziato l’evento, tra i quali esponenti delle maggiori istituzioni finanziarie italiane ed europee, direzioni generali delle banche e responsabili dei sistemi di pagamento e clearing, SWIFT, consorzio CBI, fornitori di servizi e tecnologie per i pagamenti internazionali. Erano presenti, tra gli altri, alcuni anche come speakers: Intesasanpaolo, Unicredit, UBI, Societè Generale, Banca Sella, Monte dei Paschi di Siena, BNL, le Banche Popolari, Standard Chartered Bank.


L'intensa partecipazione è stata sicuramente veicolata dal tema che quest’anno ha fatto da filo conduttore tra gli interventi che si sono dispiegati lungo i due giorni di congresso nel bellissimo Palazzo dei Congressi all’EUR di ROMA: “Finalmente PSD! tutto ciò che avreste voluto chiedere sull’implementazione della PSD in Italia”.  Come ha tenuto a precisare Giovanni Sabatini, General Manager di ABI, che ha aperto i lavori, l’incontro è stato promosso con lo scopo di riflettere sul mercato dei pagamenti e sulle relative infrastrutture, in particolare alla luce dell’entrata in vigore il primo Marzo della PSD, direttiva europea sui servizi di pagamento 2007/64. La direttiva, come ampiamente risaputo, è un passo ulteriore verso la creazione di un mercato unico dei pagamenti in Europa, sicuramente più razionale e controllato,  trasparente e con una maggiore tutela e protezione nei confronti del consumatore finale. bfinance era presente al congresso, proprio per fare un bilancio, insieme alle banche e alle aziende (la cui partecipazione era pur ridotta) di questi primi mesi di implementazione delle nuove regole dei pagamenti e fare delle previsioni in vista delle nuove scadenze di Luglio e Settembre 2010, rispettivamente per gli incassi e per la trasposizione del Titolo IV per le disposizioni relative alla  trasparenza dei costi dei servizi di pagamento.

 

In linea di massima, è sembrato positivo il bilancio di questi primi mesi “post PSD”, nonostante la generale sensazione di aver raggiunto il traguardo con notevoli difficoltà, visti i lunghi silenzi normativi che hanno rallentato l’adeguamento delle infrastrutture dell’industria bancaria. Sensazione confermata anche dai partecipanti al seminario, in particolare dagli operatori tecnici delle banche in sistemi di pagamenti, che nonostante lo stress da implementazione “last minute”, hanno ritenuto soddisfacente la migrazione al nuovo sistema di processo dei pagamenti, e ottima la reazione delle imprese che hanno cambiato sistemi e processi interni, abbandonando in particolare la cattiva abitudine dell’antergazione della valuta sui pagamenti italiani, a vantaggio di una maggiore chiarezza, trasparenza e “agilità” di tutta la filiera di sistema. Di tutt’altra opinione, gli operatori lato “business” che, seppur contenti della transizione non traumatica verso i "bonifici in un giorno", che non ha inflitto altri colpi al rapporto banca / impresa, hanno palesato i propri timori per i nuovi scenari che si stanno delineando in questi mesi.  Azioni e reazioni non sembrano su questo fronte univoche: da un lato il gruppo di banche italiane più “maturo” ha lamentato una crescente difficoltà ad innovare le proprie infrastrutture ai continui cambiamenti richiesti dalla normativa europea, con un aumento costante di costi interni di migrazioni ed adeguamenti tecnici, seguita da una redditività dai servizi di cash management in continua discesa e con una perdita netta di circa il 60% sul servizio, derivante dalla scomparsa della "data valuta". Dall’altro le banche più “giovani” hanno evidenziato invece la necessità di adeguare velocemente le proprie infrastrutture tecniche, per inseguire i nuovi competitors previsti dalla PSD, gli istituti di pagamento, operatori più flessibili e innovativi. È proprio da queste banche, che si attende nei prossimi mesi un atteggiamento più competitivo, sia in termini di costo che di nuovi servizi, per la loro comprensione del cash management come attività resilient, e quindi resistente agli scossoni delle crisi degli ultimi anni, nel tentativo di recuperare quote di mercato nei confronti dei “vecchi leoni”.

 

Image Exemple

 

La seconda giornata del congresso ha affrontato, invece, un tema particolarmente atteso da parte di tutti gli operatori bancari: il cambiamento delle regole relative agli incassi  a partire dal 5 luglio 2010. Molte le domande rimaste senza risposta, anche perché la sessione Q&A è iniziata quando gran parte dei partecipanti aveva già dovuto lasciare il congresso per motivi logistici, tra il malumore generale. Per chi è riuscito ad assistere a questa parte, la sensazione non è stata diversa, a causa della scarsa chiarezza delle risposte di Banca d’Italia e di ABI, limitate all’ambito giuridico. La platea ha avvertito la mancanza di una governance precisa in tema di pagamenti PSD e SEPA, lamentando una scarsa definizione dei meccanismi applicativi delle nuove disposizioni in materia.  L’incertezza sull’applicazione della direttiva genera perplessità relativamente alla capacità e alle tempistiche di adeguamento dei processi interni delle banche. Risulta chiaro, inoltre, che le banche non hanno ancora affrontato internamente la questione della valutazione del rischio sugli incassi alla luce dell’allungamento dei tempi per i possibili rigetti degli addebiti diretti (8 settimane per addebiti autorizzati e 13 settimane per addebiti non autorizzati).


Sembrano essere previste soltanto nelle prossime settimane le riunioni interne preliminari per la valutazione sulle nuove politiche interne da adottare.  Le direzioni che s’intravedono sembrano però già divergenti: alcuni operatori hanno già attuato una riduzione dei costi (anche alla luce di una prossima riduzione delle commissioni interbancarie sugli incassi prevista per la fine dell’estate), alcuni hanno previsto una futura riduzione dell’utilizzo della RID verso una preferenza della Ri.Ba da parte delle imprese, e - dato ancora più sconcertante visto il continuo rimando al tema della trasparenza durante tutto il congresso - altri hanno previsto una commissione bancaria per l’allungamento dei tempi della gestione del rischio.

 

Infine, molti hanno evidenziato che le spinte verso i nuovi strumenti europei di pagamento non sono dettati dal mercato delle imprese, ma sono in realtà frutto di pressioni esterne normative – dato confermato dai deludenti risultati della migrazione SEPA (solo il 7,5% dei pagamenti risulta essere SCT e nulli sono i risultati degli SDD).

 

Risulta quindi evidente l’incertezza tra gli operatori bancari per i prossimi step, lasciando così ampio margine di manovra agli istituti di pagamento.  Poche richieste ad oggi secondo Banca d’Italia, ma si stanno muovendo le società della GDO e delle telecomunicazioni, che proprio per la struttura del loro business potrebbero portare un ulteriore colpo alla redditività delle banche e allo stesso tempo rappresentare una grande opportunità per le imprese per rinnovare il proprio pacchetto di servizi. Unico punto sul quale risultano tutti concordi, è la necessità di indicare una “end date” per tutte le migrazioni da porre in essere sia a livello SEPA che a livello PSD per tutti gli operatori.

 

A questo punto sembra quasi ironico il titolo, della conferenza, FINALMENTE PSD!: finalmente si, ma per chi?

 

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