| FINALMENTE PSD! Si, ma per chi? |
|
|
| 17/06/2010 | |
|
In linea di massima, è sembrato positivo il bilancio di questi primi mesi “post PSD”, nonostante la generale sensazione di aver raggiunto il traguardo con notevoli difficoltà, visti i lunghi silenzi normativi che hanno rallentato l’adeguamento delle infrastrutture dell’industria bancaria. Sensazione confermata anche dai partecipanti al seminario, in particolare dagli operatori tecnici delle banche in sistemi di pagamenti, che nonostante lo stress da implementazione “last minute”, hanno ritenuto soddisfacente la migrazione al nuovo sistema di processo dei pagamenti, e ottima la reazione delle imprese che hanno cambiato sistemi e processi interni, abbandonando in particolare la cattiva abitudine dell’antergazione della valuta sui pagamenti italiani, a vantaggio di una maggiore chiarezza, trasparenza e “agilità” di tutta la filiera di sistema. Di tutt’altra opinione, gli operatori lato “business” che, seppur contenti della transizione non traumatica verso i "bonifici in un giorno", che non ha inflitto altri colpi al rapporto banca / impresa, hanno palesato i propri timori per i nuovi scenari che si stanno delineando in questi mesi. Azioni e reazioni non sembrano su questo fronte univoche: da un lato il gruppo di banche italiane più “maturo” ha lamentato una crescente difficoltà ad innovare le proprie infrastrutture ai continui cambiamenti richiesti dalla normativa europea, con un aumento costante di costi interni di migrazioni ed adeguamenti tecnici, seguita da una redditività dai servizi di cash management in continua discesa e con una perdita netta di circa il 60% sul servizio, derivante dalla scomparsa della "data valuta". Dall’altro le banche più “giovani” hanno evidenziato invece la necessità di adeguare velocemente le proprie infrastrutture tecniche, per inseguire i nuovi competitors previsti dalla PSD, gli istituti di pagamento, operatori più flessibili e innovativi. È proprio da queste banche, che si attende nei prossimi mesi un atteggiamento più competitivo, sia in termini di costo che di nuovi servizi, per la loro comprensione del cash management come attività resilient, e quindi resistente agli scossoni delle crisi degli ultimi anni, nel tentativo di recuperare quote di mercato nei confronti dei “vecchi leoni”.
La seconda giornata del congresso ha affrontato, invece, un tema particolarmente atteso da parte di tutti gli operatori bancari: il cambiamento delle regole relative agli incassi a partire dal 5 luglio 2010. Molte le domande rimaste senza risposta, anche perché la sessione Q&A è iniziata quando gran parte dei partecipanti aveva già dovuto lasciare il congresso per motivi logistici, tra il malumore generale. Per chi è riuscito ad assistere a questa parte, la sensazione non è stata diversa, a causa della scarsa chiarezza delle risposte di Banca d’Italia e di ABI, limitate all’ambito giuridico. La platea ha avvertito la mancanza di una governance precisa in tema di pagamenti PSD e SEPA, lamentando una scarsa definizione dei meccanismi applicativi delle nuove disposizioni in materia. L’incertezza sull’applicazione della direttiva genera perplessità relativamente alla capacità e alle tempistiche di adeguamento dei processi interni delle banche. Risulta chiaro, inoltre, che le banche non hanno ancora affrontato internamente la questione della valutazione del rischio sugli incassi alla luce dell’allungamento dei tempi per i possibili rigetti degli addebiti diretti (8 settimane per addebiti autorizzati e 13 settimane per addebiti non autorizzati).
Infine, molti hanno evidenziato che le spinte verso i nuovi strumenti europei di pagamento non sono dettati dal mercato delle imprese, ma sono in realtà frutto di pressioni esterne normative – dato confermato dai deludenti risultati della migrazione SEPA (solo il 7,5% dei pagamenti risulta essere SCT e nulli sono i risultati degli SDD).
Risulta quindi evidente l’incertezza tra gli operatori bancari per i prossimi step, lasciando così ampio margine di manovra agli istituti di pagamento. Poche richieste ad oggi secondo Banca d’Italia, ma si stanno muovendo le società della GDO e delle telecomunicazioni, che proprio per la struttura del loro business potrebbero portare un ulteriore colpo alla redditività delle banche e allo stesso tempo rappresentare una grande opportunità per le imprese per rinnovare il proprio pacchetto di servizi. Unico punto sul quale risultano tutti concordi, è la necessità di indicare una “end date” per tutte le migrazioni da porre in essere sia a livello SEPA che a livello PSD per tutti gli operatori.
A questo punto sembra quasi ironico il titolo, della conferenza, FINALMENTE PSD!: finalmente si, ma per chi?
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo |
|
© bfinance. Tutti i diritti sono riservati. Il contenuto pubblicato sui nostri differenti supporti editoriali (sito internet, conferenze, presentazioni, pubblicazioni cartacee) deve essere utilizzato esclusivamente a scopo personale e per finalità non commerciali. Qualsiasi copia, riproduzione, traduzione, diffusione (anche da formato elettronico a cartaceo e viceversa) è proibita e deve essere sottoposta all’autorizzazione dell’editore. E’ necessario definire accordi specifici con bfinance per essere autorizzati a diffondere il contenuto delle pubblicazioni di bfinance. Per eventuali richieste ed approfondimenti, vi preghiamo di contattare Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo




