| Le imprese italiane riservano poco spazio alle banche estere |
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| 12/05/2010 | |
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Lo studio sui rapporti con le banche è stato condotto lo scorso aprile dalla redazione di bfinance presso 14 società italiane e filiali italiane di gruppi esteri il cui volume d'affari oscilla dai 30 milioni ai 5,5 miliardi di euro. Il volume d’affari medio del pannello di intervistati è pari a 1,2 miliardi di euro e quello ponderato a 0,5 miliardi di euro. Il pannello è composto da un numero di partner bancari fortemente eterogeneo poiché alcuni gruppi riferiscono di operare con meno di cinque istituti su scala mondiale, mentre altri ne indicano tra i 20 e i 50. Il numero di banche alle quali le società ricorrono su scala mondiale è comunque ripartito nel modo seguente: la metà di esse dichiara di servirsi di meno di dieci banche; un quarto tra le dieci e le venti banche e, infine, un altro quarto di oltre venti banche. D’altro canto, nel 60% dei casi il gruppo delle banche principali non conta più di cinque istituti. Non sorprende che la presenza delle banche italiane all’interno del gruppo dei principali istituti di credito resti preponderante, in media al di sopra dell’80%. Uno solo dei gruppi inclusi nel pannello non lavora con banche estere su scala mondiale. Citigroup e Deutsche Bank sono le due banche maggiormente presenti tra le imprese operanti in Italia. Questi istituti operano con il 36% dei membri del pannello e superano in classifica BNP Paribas e HSBC (29%). Seguono infine JP Morgan (21%), RBS e Société Générale (14%), Barclays, Deutsche Bank e RBS (18%). |
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