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Margine di 130 pb per il nuovo credito sindacato a cinque anni di Telecom Italia Stampa E-mail
19/03/2010

 

I primi mesi dell’anno si caratterizzano per un ritorno netto ai crediti sindacati, su una base di distensione delle condizioni bancarie. Fra le ultime operazioni, Suez Environnement (A3) ha siglato con un consorzio di banche una linea di credito revolving a cinque anni di 1,5 miliardi di euro, con un margine nominale fissato a 90 pb al di sotto dell’euribor. Le condizioni pattuite prevedono una commissione di utilizzo di 25 pb se la linea supera il 50%. Inoltre, la commissione di mancato utilizzo viene fissata al 40% del margine, un livello riscontrabile su quasi tutti i crediti  sindacati sottoscritti dal 2009.

 

Se i crediti sindacati sottoscritti nel 2010 hanno per lo più ancora come oggetto il rifinanziamento delle linee esistenti, il mercato registra un miglioramento delle condizioni concesse ai prenditori del livello inferiore della categoria investimento e da una tendenza a un’eccedenza di sottoscrizioni delle operazioni. Dopo un 2009 nettamente caratterizzato dalla ripresa di finanziamenti senza intermediazione, le banche affrontano il 2010 con maggiore distensione. Il nuovo credit revolving di Telecom Italia illustra  l’allentamento dei margini per i prenditori leggermente più a rischio. L’operatore storico italiano, cui è stato assegnato il rating BBB da Standard & Poor’s e il rating Baa2 da Moody’s, ha contratto in gennaio una linea di credito di 1,25 miliardi di euro a tre anni con un consorzio di 23 banche condotte  Bank of Tokyo Mitsubitshi UFJ, Barclays, BBVA, Intesa Sanpaolo e Société Générale CIB. L’operazione era destinata a rifinanziare un prestito a termine di 1,5 miliardi di euro in scadenza. Il margine nominale è stato fissato a 130 pb al di sotto dell’euribor. Il prestito prevede una commissione di emissione di 25 pb se l’agevolazione interessa più di un terzo. Tale commissione viene raddoppiata se l’agevolazione interessa più dei due terzi.

 

Complessivamente, il margine del credito di Telecom Italia rispecchia la solida posizione concorrenziale di questo prenditore in un settore ritenuto difensivo. Nel luglio 2009, un altro prenditore con rating BBB che si muove in un settore difensivo, Cadbury, aveva contratto un prestito di 450 milioni a tre anni con un margine di 175 pb, accompagnato da una commissione di emissione di 50 pb. Nello stesso periodo, British American Tobacco, con rating BBB+, aveva contratto un prestito di 700 milioni di sterline con un margine di 225 pb al di sotto del Libor. 

 

Sottoscrizione eccedente  

 

In origine, Telecom Italia contava di sottoscrivere un prestito di un solo 1 miliardo di euro, ma ha ricevuto offerte per 1,8 miliardi di euro che permettevano di rivedere al rialzo la dimensione della sua linea di credito. Per attirare i prestatori, il gruppo proponeva una commissione di partecipazione di 65 pb per un ticket di 75 milioni di euro, di 55 pb per 50 milioni e di 50 pb per 25 milioni. Da fonti di mercato, il credito sindacato di Philips, con rating A3, sarebbe invece stato sottoscritto due volte. Il gruppo olandese ha sottoscritto una linea di 1,8 miliardi di euro a cinque anni, al fine di rifinanziare il proprio credit revolving di 2,5 miliardi di euro che scadrà l’anno prossimo. Il margine è stato fissato a 75 pb al di sotto dell’euribor, con una commissione di emissione di 25 pb quando la linea è utilizzata per più di un terzo e di 50 pb quando lo è per più di due terzi. Infine, Prysmian, ex-Pirelli Cable, annuncia in un comunicato che la sua « forward start facility » di 1,07 miliardi di euro, sottoscritta con un pool di 21 banche nazionali e internazionali sotto la direzione di Banca IMI, Calyon, Citigroup, Mediobanca e Unicredit, al momento della creazione del consorzio, nel novembre 2009, puntava a un importo di 800 milioni di euro. L’accordo garantisce in modo preventivo il rifinanziamento delle agevolazioni del gruppo che scadono nel maggio 2012. Il forward start facility di Prysmian è valido sino al 31 dicembre 2014.

 

 



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