| Il mandato elettronico amplia le prospettive di utilizzo del pagamento tramite addebito diretto |
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| 19/03/2010 | |
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Il mandato elettronico (e-mandate), associato allo sviluppo del SDD, prospetta un alleggerimento delle complesse procedure di attuazione dell’addebito diretto che ne fanno un mezzo di pagamento utilizzato sostanzialmente nell’ambito di pagamenti ricorrenti. « L’attuazione di soluzioni di pagamento basate sull’utilizzo del mandato elettronico permetterebbe ai consumatori di avvalersi dell’addebito diretto nell’ambito di operazioni uniche di pagamento su Internet », sottolinea Olivier Roucloux, responsabile dello sviluppo commerciale delle soluzioni SEPA presso Atos Wordline, che abbiamo incrociato questa settimana a Parigi nei viali di Universwiftnet. Si tratterebbe dunque di elaborare un’alternativa alle carte di pagamento e alle altre soluzioni esistenti di tipo Paypal per il pagamento delle transazioni su Internet.
Numerose società specializzate stanno mettendo a punto applicazioni conformi allo schema del SDD Core, utilizzabile per pagamenti sia unici (one-off) che ricorrenti. Il sistema funziona in questo modo: dopo aver inserito in un mandato elettronico i dati necessari tratti dai riferimenti bancari sul sito del commerciante, il debitore viene riorientato verso il sito della propria banca per convalidare l’autorizzazione all’addebito diretto. L’interesse di tale soluzione risiede non solo nel fatto di offrire al consumatore un’alternativa alla carta di pagamento per pagare i propri acquisti, ma di consentire anche un parziale contenimento dei costi. Alcuni già prevedono che il SDD diventerà per il commerciante un mezzo di pagamento con costi di gestione inferiori rispetto alla carta di pagamento.
A differenza dallo schema di funzionamento che caratterizza l’addebito diretto europeo, l’utilizzo dell’e-mandate inserisce la banca del debitore nel circuito di pagamento. L’intervento di quest’ultima permetterà, da un lato, di ridurre il rischio di credito che il debitore costituisce per il commerciante, dall’altro di controllare meglio che il debitore abbia effettivamente firmato un’autorizzazione all’addebito diretto. Sembrerebbe dunque più contenuto il rischio di contestazione entro tredici mesi da un addebito diretto non autorizzato. Per il momento, l’EPC indica quali siano i vantaggi offerti dal mandato elettronico, ma non ne conferma ancora le specificità tecniche. Atos Wordline non prevede dunque di rendere disponibile il suo sistema prima della fine dell’anno.
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