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Total protegge le proprie operazioni in cambi con il sistema di regolamento CLS Stampa E-mail
7/01/2010

Il moltiplicarsi dei fallimenti degli istituti di credito negli ultimi due anni ha spinto i tesorieri a prestare maggiore attenzione alla qualità delle controparti delle operazioni borsistiche. La storia recente ha mostrato come il rischio di consegna effettiva della valuta sulle operazioni in cambi sia tutt’altro che virtuale. Gli intermediari finanziari si ricordano ad esempio di un bonifico a Lehman Brothers di 319 milioni di euro, per il pagamento di uno swap di cambio, effettuato il 15 settembre 2008 dalla banca KFW che non ha mai ricevuto il rispettivo controvalore in dollari.

 

Per proteggere le proprie operazioni in cambi, lo scorso mese di agosto il gruppo petrolifero francese Total ha deciso di accedere al sistema CLS (Continuous Linked Settlement) per il regolamento delle operazioni in cambi, basato su un meccanismo di pagamento contro pagamento (PvP o payment versus payment) con un terzo per eliminare il rischio di controparte nelle transazioni Forex (spot, forward, swap). In poche parole, l’ordine di pagamento viene eseguito solo nel momento in cui la banca è sicura di ricevere i fondi dalla controparte.

 

Il gruppo Total beneficia dello statuto di partecipante indiretto (third party member) e utilizza il servizio tramite JP Morgan (settlement member), la quale figura tra le tredici banche che propongono l’accesso al CLS. Bruno Leconte, responsabile controllo e gestione dei flussi di cassa in Total precisa che: «in caso di inadempienza di una controparte delle nostre transazioni, la tesoreria di Total si vedrà restituire i fondi inizialmente versati al responsabile del pagamento. Il CLS non è altro che un sistema di pagamento alla consegna. La controparte sa che nelle operazioni con Total sta utilizzando il CLS ma non conosce la banca che fornisce l’accesso al sistema». Il partecipante diretto, che garantisce la liquidità necessaria all’esecuzione delle operazioni, non si sostituisce in alcun modo alle controparti nello scambio delle valute trattate dal sistema CLS. Nel caso di Total, il gruppo ha conservato le controparti che al momento dell’adozione del sistema hanno espresso il loro accordo all’adesione. «Tra due o tre mesi, le banche che non intendono adottare il CLS non tratteranno più con noi», avverte Bruno Leconte.

 

Vantaggi e costi

 

Riducendo il rischio di controparte, la connessione a CLS consente a Total di aumentare i volumi e gli importi scambiati con ciascuna controparte. Nel breve termine, il rischio di insolvenza verrà sostituito da un rischio netto sulla banca che consente l’accesso al servizio (settlement member), anche se il sistema non può sostituirsi completamente al gruppo nell’assunzione di tutti i rischi. Come spiega Bruno Leconte: «restiamo comunque esposti ai cambiamenti delle quotazioni che possono verificarsi tra il momento in cui l'ordine viene inoltrato e l'esecuzione della transazione». Tuttavia, la compensazione dei pagamenti a livello della banca porta a una riduzione del rischio operativo e a un trattamento amministrativo delle operazioni «molto più semplice e sicuro». In un anno si è potuto ridurre il numero di pagamenti da 13.000 a 1.500, mentre il numero di flussi rischiosi è diminuito del 77% su base annua.

 

La volontà di garantire le operazioni in cambi contro l’inadempienza della controparte consente a Total di fare astrazione dei costi che il sistema CLS comporta e che consistono, al momento della sua adozione, nelle ore uomo necessarie per interfacciare il sistema con l’insieme delle applicazioni interne su un periodo da tre a sei mesi. L’utente dovrà in seguito pagare un abbonamento mensile più le spese per ciascuna operazione. Tuttavia, il ricorso al sistema CLS sono è sistematico. Come precisa Bruno Leconte, «per ogni operazione in cambi, possiamo decidere se è necessario utilizzare o no il sistema, da cui è possibile uscire in qualsiasi momento».

 

La banca CLS, autorizzata dalla Federal Reserve americana e sottoposta alla sua supervisione, ha lanciato il proprio sistema di settlement nel 2002 per permettere innanzitutto alle banche di rendere più sicure le operazioni in cambi. Successivamente l’accesso al sistema è stato esteso anche ai grandi gruppi aziendali. Nel marzo 2008, 21 gruppi internazionali, tra cui GlaxoSmithKline, Renault, Unilever e Volvo, ne facevano parte come partecipanti indiretti. «I primi grandi gruppi aziendali che hanno cominciato a utilizzare i servizi del sistema CLS avevano la necessità di centralizzare le loro operazioni in cambi. Questa forma di organizzazione consente di contenere i costi e rende la partecipazione al sistema più interessante», fa notare Jonathan Butterfield, responsabile marketing e comunicazione di CLS Bank International. Le banche restano tuttavia al centro del processo, nella misura in cui il capitale è suddiviso tra sessanta istituti di credito a livello mondiale e poiché esse sono ancora le uniche ad avere lo statuto di partecipanti diretti. Le transazioni regolate dal sistema CLS riguardano attualmente 17 valute implicate nel 95% degli scambi internazionali. In Europa, le operazioni overnight rientrano difficilmente nel campo d’intervento del CLS, dato che il calcolo delle posizioni è effettuato durante la notte per poter garantire che il pagamento venga eseguito l’indomani.

 

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