| "Le controparti sono i soli contatti totalmente affidabili in relazione ai codici IBAN e BIC", Frédéric Fabrega, Total |
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| 23/11/2009 | |
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Potrebbe non essere particolarmente opportuna la scelta delle imprese che, un po' ovunque in Europa, attendono l'adozione della data limite per il passaggio al SEPA per mettere mano all’implementazione dell’obbligo di legge. In effetti, la conversione dei database delle coordinate bancarie nel formato BIC + IBAN, ritenuta generalmente la prima fase della migrazione in fieri verso l'Europa dei pagamenti, potrebbe riservare qualche sorpresa. "Se le banche dati si arricchiscono e la loro affidabilità aumenta, la determinazione di un IBAN a partire dalle coordinate locali non è una scienza esatta. Alcuni paesi o alcune banche non rispettano integralmente le norme IBAN", spiega Frédéric Fabrega, responsabile Cash management di Total. Possono emergere casi particolari, ad esempio il trasferimento da un'agenzia a un'altra senza modificazione dell’IBAN, con conseguente diversità del codice senza motivo apparente. A seguito di varie fusioni bancarie, i conti con sede nel Regno Unito e in Irlanda richiedono particolare attenzione in relazione alla parte dell’IBAN che contiene i primi quattro caratteri del BIC. "È indispensabile il controllo da parte di professionisti del settore e i soli contatti totalmente affidabili, in relazione ai codici IBAN e BIC, restano le controparti" aggiunge Frédéric Fabrega, Total.
Il manager sottolinea l’urgenza di un’opera di sensibilizzazione all'interno delle aziende sui processi di creazione e aggiornamento delle coordinate bancarie. Le banche e alcuni programmi di editor propongono vari servizi di conversione, a partire dai propri database di dati BIC, sottoposti ad aggiornamento iterativo. Tuttavia, i tesorieri devono favorire senza indugi e poi rendere obbligatoria l'acquisizione/modifica dei codici IBAN e BIC al proprio interno.
Per Total uno strumento di conversione accessibile via intranet
Per arricchire le banche dati master dei propri sistemi informativi, Total ha optato per un'applicazione intranet sviluppata internamente, che consente da un lato di calcolare o confermare i codici IBAN e, dall’altro, di aggiungere o confermare i codici BIC rispetto al database a pagamento di SWIFT, BICPlusIBAN, aggiornato con cadenza mensile a partire dai dati forniti dalle banche centrali e dagli istituti finanziari. Lo strumento consente di procedere, ove possibile, a conversioni in batch per file, nonché all’aggiornamento unitario di coordinate nazionali in modalità interattiva.
In effetti, a parte i cinque paesi europei che hanno già adottato il formato IBAN (Bulgaria, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Romania), è possibile determinare l’IBAN con un livello di affidabilità accettabile partendo dalle coordinate bancarie nazionali solo in altri undici paesi, vale a dire Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Spagna, Finlandia, Francia, Islanda, Italia, Norvegia e Portogallo. Altrove, in particolare in Inghilterra e nei Paesi Bassi, la determinazione "matematica" dell’IBAN non è affidabile. Di conseguenza, la soluzione rappresentata da uno strumento di conversione utilizzabile nelle due direzioni ha evitato a Total la necessità di implementare algoritmi di conversione in ogni ERP.
EDF: niente modifica delle applicazioni upstream
Anche EDF, attualmente tra i pochissimi gruppi internazionali a emettere regolarmente bonifici SEPA, ha deciso di non vincolare immediatamente le proprie applicazioni upstream alla trasposizione dei rispettivi dati di riferimento nel formato BIC/IBAN. Il gruppo si trova in una posizione favorevole per passare all’Europa dei pagamenti poiché, per il complesso dei soggetti che lo compongono, dispone di una centrale pagamenti unica per il regolamento dei conti con fornitori e terzi. Dato che il flusso dei pagamenti del gruppo risulta totalmente controllabile a livello centrale, EDF ha inoltre deciso di integrare direttamente nella propria centrale pagamenti lo strumento proposto da Swift per generare BIC + IBAN a partire dalle coordinate bancarie, per generare BIC a partire da un IBAN e per verificare tutti i BIC + IBAN già completi. Con analogo intento, la centrale pagamenti del gruppo gestisce anche la conversione in formato XML degli ordini di pagamento, assicurando la generazione dei dati specifici del bonifico SEPA.
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