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SEPA: importanti divergenze sulle modalità di fissazione della data limite per la migrazione Stampa E-mail
6/11/2009

Se la maggioranza delle risposte all’indagine della Commissione europea sulla fissazione di una data limite (end-date) per la migrazione verso il bonifico SEPA e il SEPA Direct Debit sono favorevoli all’adozione di tale data per via legislativa, sembra ancora lontano un accordo sulla procedura da seguire.

Basta prendere in considerazione i quattro principali mercati dei pagamenti dell’Europa continentale (Germania, Francia, Spagna, Italia) per accorgersi che le divergenze sono notevoli.

Il settore tedesco, ad esempio, è per una end-date “su condizione”. Tuttavia la federazione tedesca del settore non riesce ad accordarsi sulle condizioni da applicare, tranne riguardo al SDD, per il quale ritiene impossibile, per ora, stabilire un calendario per la migrazione e reputa che, prima di prendere una decisione, sia necessaria un’analisi Paese per Paese. Per il bonifico SEPA (SEPA Credit Transfer o SCT) invece, la federazione ritiene che saranno necessari tre anni e sottolinea che qualsiasi normativa in materia, sia che venga emanata dalla Commissione o dalla Bce, dovrà essere preceduta da una consultazione di un panel rappresentativo di banche e grandi aziende.

 

Le banche commerciali tedesche invece sono favorevoli alla fissazione della suddetta data senza porre nessuna condizione particolare e senza eccezioni. L’associazione delle banche tedesche ritiene che sono disponibili tutte le infrastrutture necessarie e che pertanto non ci sono ostacoli a una migrazione, per entrambi i mezzi di pagamento contemporaneamente, entro tre anni a decorrere da novembre 2010. Reputa inoltre che nel perimetro della migrazione debbano rientrare tutti i pagamenti, sia interbancari (bank to bank, b2b) che banche-imprese (corporates to bank, c2b). La Francia invece, tramite il comitato nazionale SEPA, prende in considerazione solo i pagamenti interbancari escludendo quelli c2b dal campo di applicazione della migrazione e lasciando la libertà di utilizzare qualsiasi formato: spetterà alle banche occuparsi della conversione. Dal punto di vista delle associazioni imprenditoriali (AFTE e Medef) la migrazione dovrebbe comprendere anche le transazioni c2b. Anche le banche italiane sono favorevoli a una migrazione che riguardi tutti gli operatori, con la possibilità tuttavia, relativamente alle transazioni c2b, di poter ricevere altri formati, su riserva di valutare le diverse soluzioni di conversione.

 

Tra i quattro Paesi presi in considerazione, le banche tedesche restano comunque le sole ad avere un’opinione assolutamente chiara e esauriente sull’argomento. Le parti interessate degli altri tre Paesi invece propongono un elenco delle condizioni che vorrebbero imporre. Nella lista ritoviamo il SDD, con i suoi difetti di ideazione e le sue lacune a livello giuridico, soprattutto rispetto al mandato, e le «fee», cioè delle commissioni, argomento che sta particolarmente a cuore ai francesi. Senza dimenticare, come sottolineano le banche italiane, il necessario recepimento della Direttiva sui servizi di pagamento (PSD) in tutti i Paesi. Le aziende italiane chiedono invece la necessaria revisione della governance per includere in modo più adeguato gli utenti finali nelle istanze e nelle decisioni, mentre  il comitato spagnolo per la migrazione pone come condizione la soppressione degli obblighi di dichiarazione alla banca centrale nell’ambito della bilancia dei pagamenti.

 

A proposito della end-date

 

Per quanto riguarda invece la end-date stessa, la Spagna suggerisce una procedura in due tempi: stabilire inizialmente una data di migrazione per le pubbliche amministrazioni e quindi un’altra data per il settore privato. Le aziende italiane, invece, sarebbero in favore di end-date diverse che tengano conto delle esigenze di ogni Stato, con una end-date a livello europeo che riguarderebbe solo i pagamenti transfrontalieri. Dal punto di vista del calendario di applicazione, esso varia da tre a cinque anni, il che non rappresenta certo una differenza fondamentale per un mezzo di pagamento.

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