| Per rafforzare il proprio livello di liquidità, Dell si focalizza sugli indicatori di cassa |
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| 6/11/2009 | |
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Il monitoraggio della liquidità fa parte del processo che le direzioni finanziarie hanno cercato di ottimizzare in risposta alla limitazione dell’accesso ai finanziamenti esterni osservato dopo il fallimento di Lehman. Nel caso di Dell, le minacce passate sulla continuità della sua attività hanno portato a ricentrare le discussioni su questa problematica e sulla necessità di attuare provvedimenti specifici per migliorare la liquidità in termini quantitativi.
Gli sforzi si sono focalizzati sul fabbisogno di capitale circolante minimo, in particolare sul ciclo di conversione della liquidità che dipende dai tre indicatori di cassa relativi agli incassi, alla gestione delle scorte e ai pagamenti, come spiega John Gleason, tesoriere del gruppo Dell per la regione EMEA, in occasione dell’ultima conferenza Eurofinance tenutasi a Copenhagen. Per il DSO (numero di giorni entro i quali il cliente paga la fattura o giorni medi d’incasso), dopo aver recensito i componenti propri di ogni settore d’attività, sono state sviluppate delle interazioni tra i servizi di vendita e di recupero crediti, da una parte, e di tesoreria dall’altra per ottimizzare il pagamento delle fatture dei clienti. In questo senso si è fatto ricorso anche al modello di vendita diretto del gruppo dato che implica un numero elevato di pagamenti tramite carta di credito.
L’eliminazione degli intermediari ha inoltre contribuito al miglioramento del DSI (tempo di smaltimento delle scorte), il secondo indicatore di cassa, sostenuto anche da una supply chain più performante e dall’implementazione del monitoraggio delle scorte in tempo reale. L’ultimo indicatore di cassa è il DPO (giorni medi di pagamento dei fornitori), che deve in parte la propria progressione agli «assi di collaborazione tra la tesoreria e i servizi di approvvigionamento sulla standardizzazione delle condizioni di pagamento dei fornitori e sullo sviluppo di programmi di finanziamento per gli acquisti». La tesoreria si è dotata, in parallelo, di strumenti per garantire un monitoraggio dettagliato dell’andamento del fabbisogno di capitale circolante minimo. Si tratta sostanzialmente di un reporting cifrato e della misurazione dell’impatto delle strategie commerciali sul fabbisogno di capitale circolante minimo.
L’attuazione di processi aventi per oggetto la liquidità era stata avviata in Dell già una quindicina di anni fa, in seguito a una perdita trimestrale di 80 milioni di dollari che aveva seriamente compromesso il livello globale della tesoreria, sceso a 32 milioni di dollari. ««In quel periodo, eravamo in rapida crescita, soprattutto in Europa, ma la gestione era inefficace. Nello stesso momento, le scorte erano aumentate a dismisura in seguito al fallimento a livello commerciale di un nuovo modello di notebook», spiega John Gleason. Alla fine, il ciclo di conversione della liquidità, vicino ai 40 giorni nel 1995, si è fortemente ridotto, fino a diventare negativo di 25 giorni a fine 2009. Il gruppo informatico è ormai diventato un esempio da seguire per i suoi concorrenti. «Un ciclo di conversione della liquidità negativo, associato a una crescita dei ricavi, permette a Dell di generare dei flussi operativi di tesoreria pari a diverse volte il proprio reddito operativo», afferma soddisfatto John Gleason.
Previsioni di cash flow
Alla base del processo di gestione della liquidità, le stime relative ai flussi di tesoreria sono oggetto di particolare attenzione. Per garantire un quadro più preciso, la tesoreria interviene sui risultati ottenuti in diversi modi: il metodo indiretto, utilizzato per le stime trimestrali e annuali, somma all’utile netto gli elementi non cash e le variazioni dei saldi del conto economico; il metodo diretto, che serve anche per elaborare le stime settimanali, si basa invece sulle previsioni relative agli incassi e agli esborsi di cassa fornite direttamente alla tesoreria dalle unità commerciali e funzionali. Infine, gli errori previsionali sono ridotti al minimo nel corso del periodo grazie al raffronto con un indicatore stabilito sulla base delle modifiche di valore della liquidità e degli investimenti dalle quali sono stati detratti i flussi di finanziamento e di investimento.
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