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Eurofinance: i tesorieri mettono a fuoco il deteriorarsi dei rapporti bancari Stampa E-mail
23/10/2009

Da Copenhagen, Hugues Chevillard

 

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 Fonte : bfinance

 

La conferenza Eurofinance, tenutasi lo scorso anno sulla gestione del rischio di controparte, vedi il fallimento di Lehman Brothers, nell’edizione 2009 tratterà principalmente delle problematiche di accesso alle liquidità e di gestione del fabbisogno di capitale di esercizio (BFR). Il primo giorno del dibattito tenutosi nella sala principale del centro congressi di Copenhagen, circa 850 congressisti, per lo più tesorieri e banchieri, hanno confermato attraverso un sondaggio l’aumento delle tensioni nei rapporto banche-impresa; il 72% dei corporate ritiene invece che il contesto di crisi permarrà il prossimo anno. In modo del tutto prevedibile, il deteriorarsi dei rapporti si focalizza sul finanziamento.

 

A parere del 63% dei tesorieri, se la congiuntura economica sembra stabilizzarsi, negli ultimi sei mesi le banche hanno continuato a fatturare premi di rischio troppo elevati.

Per i due terzi di loro i covenant sono stati rafforzati. Le critiche si estendono anche ai costi bancari complessivi. Secondo più di sette imprese su dieci, le banche hanno approfittato della crisi per aumentare il prezzo dei servizi di cash management. Davanti a tali constatazioni e al prevalere del rischio di controparte, che è sempre la principale problematica dei tesorieri, nel 28% dei casi le imprese hanno ridotto il numero delle loro banche, mentre il 21% ha scelto di diversificare ulteriormente i propri rapporti.

 

Coinvolgimenti nelle attività commerciali 

 

Al di là della fragilità dei rapporti bancari, la crisi finanziaria ha messo in luce le debolezze in materia di previsioni di tesoreria. Un sondaggio condotto da Eurofinance in settembre presso 165 professionisti qualificati ha evidenziato che i cambiamenti realizzati nelle divisioni tesoreria-finanze in risposta alla crisi hanno interessato prevalentemente la gestione delle liquidità e la visibilità del cash. Nello stesso tempo, la qualità delle previsioni dei cash flow ha risentito dell’accresciuta instabilità economica. Più di sette imprese su dieci riconoscono che l’affidabilità delle loro previsioni non va oltre i sei mesi. « La diminuzione degli errori necessita di un sistema di previsioni più complesso. Spesso accade che le imprese prive di centrale di pagamento non sappiano ciò che verrà pagato il giorno stesso. E, naturalmente, la maggior parte di esse ha difficoltà a prevedere i propri incassi», precisa David Blair, ex tesoriere di Nokia. Per un terzo degli intervistati, queste difficoltà di previsione sono ulteriormente aumentate dal moltiplicarsi dei ritardi di pagamento.

 

In risposta alle difficoltà di finanziamento, i tesorieri hanno rivolto maggior attenzione ai flussi di pagamenti ed incassi. Ormai strategici, secondo tre intervistati su quattro hanno indirettamente rafforzato l’influenza dei tesorieri. « La nostra tesoreria è più coinvolta nel business e interlocuisce maggiormente con le attività commerciali», afferma Michael Wallace, tesoriere gruppo di Marks & Spencer. In più di un’impresa su due (il 55%) si rileva un maggior coinvolgimento della tesoreria nelle attività commerciali.

 

Microsoft sostiene i fornitori

 

Proprio per il contributo fornito alla strategia di sviluppo del gruppo la divisione tesoreria-finanze di Microsoft è stata insignita dagli organizzatori di Eurofinance del premio di eccellenza in gestione di tesoreria internazionale. Mentre, in presenza delle consistenti turbolenze finanziarie, molti si sarebbero ritratti, Microsoft, per la prima volta da quando è stata creata, trentaquattro anni fa, si è invece rivolta al mercato onde consolidare i propri margini di manovra per sostenere finanziariamente i propri partner commerciali nel superamento della crisi. Il gigante dell’informatica ha raccolto con deboli margini 3,75 miliardi di dollari sotto forma di prestiti obbligazionari e altri 2 miliardi tramite un programma di commercial paper.

 

 George Zinn, tesoriere di Microsoft

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 Fonte : bfinance

 

Una volta consolidata la struttura di bilancio, il gruppo ha potuto sostenere i fornitori attraverso un programma di copertura di cambio rivolto a partner commerciali provenienti dai mercati emergenti e con fatture in dollari nonché attraverso un’estensione dei crediti fornitori onde consentire di compensare i rialzi del rischio di cambio e del costo del finanziamento durante la crisi. « Disponevamo di liquidità e quindi di un vantaggio in un contesto in  cui gli altri ne avevano un disperato bisogno. Il nostro direttore delle operazioni (Chief Operating Officer) ha lavorato a lungo da Wal-Mart e, in periodo di recessione, la sua strategia è consistita nel conquistare quote di mercato tramite riduzioni di prezzo. Oggi da Microsoft lavora con i suoi fornitori cercando di agevolarli perché possano restare in affari », spiega George Zinn, vice presidente e tesoriere di Microsoft Corporation. « Un giorno, quando le cose andranno meglio, i nostri partner si ricorderanno che ci siamo occupati di loro », conclude.

 

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