| La centralizzazione dei pagamenti agevolata dalla SEPA e dall’innovazione tecnologica |
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| 23/10/2009 | |
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Con ogni probabilità, l’emergere di una gamma di mezzi di pagamento in euro armonizzata favorirà lo sviluppo delle centrali di pagamento (payment factory) e dei centri di servizi condivisi (shared service centre) nella zona euro, nuovo mercato domestico per le imprese del continente. L’ottimizzazione dei processi di trattamento delle operazioni grazie alla SEPA richiederà comunque, per coloro che intendono impegnarsi a fondo in tale direzione, la messa a norma degli strumenti di tesoreria, nonché dei sistemi contabili. “Il progetto SEPA si riflette sui sistemi informativi e in particolare sul TMS, che deve gestire i codici BIC/IBAN, il formato di pagamento XML ISO 20022 e gli elementi qualificanti SEPA degli estratti conto”, ha sottolineato Emmanuel Quentin, responsabile di mercato Tesoreria presso Sage. I sistemi di tesoreria attualmente commercializzati sono in grado di integrarsi nel perimetro di centralizzazione definito dal corporate. Nell’ambito di una gestione dei flussi decentralizzata, la piattaforma permette di circoscrivere gli ambienti locali e, pertanto, di utilizzare la piattaforma per una semplice condivisione tecnica del mezzi. D’altro canto, la piattaforma può essere adattata onde consentire alla tesoreria centrale o alla banca interna di pagare per conto delle proprie filiali. I nuovi TMS sono anche in grado di reggere un sistema di raccolta degli ordini di pagamento di tutte le entità del gruppo e di ottimizzare la gestione dei flussi svolgendo la funzione di centro di servizi condivisi (shared service center).
Basta con l’ASP, viva il SaaS!
La creazione di una centrale di pagamenti con più ampie funzioni non richiede più la mobilitazione di ingenti risorse tecniche per il servizio di tesoreria. “La modalità SaaS o « software as a service » consiste nel fornire una soluzione software attraverso l’accesso a una piattaforma a distanza. Permette di liberarsi dai vincoli informatici pur conservando i legami con le applicazioni del gruppo. A differenza dell’ASP, che si basa su server specifici per ogni cliente, il Saas fa condividere a più clienti l’infrastruttura tecnica per le applicazioni così come per i server di data base. Ciò consente un contenimento dei costi che si ripercuote sull’importo dei canoni dei clienti. Domani, con il « cloud computing », l’offerta evolverà verso una maggior flessibilità e il costo varierà in funzione dell’ utilizzo dell’applicazione », aggiunge Emmanuel Quentin. Il cliente non pagherà più per possedere un software ma per utilizzarlo. Dopo quattro o cinque anni, la formula locativa incomincia a rivelarsi più cara del semplice acquisto del software, ma il confronto deve essere più sottile, dal momento che il livello di servizio non è identico. I contratti Saas comprendono in particolare impegni di disponibilità del software e prevedono aggiornamenti regolari dello stesso.
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