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I tesorieri americani disporranno presto di un bonifico in grado di sostenere le sfide dell’STP Stampa E-mail
25/09/2009

Se in Europa i lavori relativi alla fattura elettronica (e-invoicing) procedono con una certa lentezza, i corporate americani, invece, sanno già che nel quarto trimestre 2010 potranno utilizzare un ordine di bonifico in grado di trasmettere le informazioni relative a 30 fatture. Il Fedwire Funds Service, un sistema di pagamento in tempo reale che consente di effettuare bonifici in dollari immediati e irrevocabili, presenta oggi un nuovo standard di bonifici denominato Customer Transfer Plus. Le banche dovranno necessariamente poter trattare in ricezione  questi ordini che offrono all’utente un campo libero di 9.000 caratteri per inserire informazioni standardizzate nella fatturazione. Un sistema per accelerare lo sviluppo dell’automazione nell’intero processo di trattamento delle fatture nelle aziende americane. I nuovi messaggi di bonifico FedWire saranno compatibili con il format XML 20022 e EDI-STP 820. La Fed ha pubblicato le tabelle di corrispondenza con il dettaglio di tutte le informazioni che attualmente è possibile inserire.

 

Negli Stati Uniti, il servizio Fedwire Funds Transfer tratta il 60 % degli 850.000 bonifici di importi cospicui in dollari effettuati quotidianamente. Fra il 25% e il 30% di questi bonifici sono di origine B2B. Tuttavia i corporate hanno una capacità limitata di effettuare automaticamente i loro pagamenti con l’attuale format di bonifico. Secondo l’Association for Financial Professionals (AFP) solo quattro campi di 35 caratteri consentono di inserire le informazioni relative alla fatturazione, portando così il costo medio dell’attuazione di un ordine di pagamento a 35 dollari. « Un primo sondaggio svolto alla fine del 2006 dalla Riserva Federale e da The Clearing House ha evidenziato che il 94% dei tesorieri aziendali contava di realizzare dei risparmi grazie a un nuovo format di messaggio che consentisse di veicolare un più ampio volume di informazioni.

Secondo uno studio dell’AFP, oggi il 91% dei corporate americani intende utilizzare il nuovo sistema di bonifici se la loro banca lo consente e il 61% per emettere bonifici », spiega Ken Isaacson, vice-presidente responsabile dei mezzi di pagamento alla  Federal Reserve Bank di New York.

 

Divergenza di approccio rispetto all’Europa  

 

I tesorieri europei non potranno invece disporre di un strumento di pagamento con queste caratteristiche su tutto il continente. Infatti, l’approccio delle banche europee in materia di fatturazione elettronica è ben diverso da quello riscontrato oltre Atlantico. « I più importanti sistemi di pagamento della zona euro sono riservati esclusivamente al mondo interbancario, diversamente da quanto accade negli Stati Uniti o nel Regno Unito, dove i corporate hanno un accesso diretto alla camera di compensazione. Ciò limita le possibilità di leggere i pagamenti e la fatturazione per un medesimo strumento», spiega Daniel Szmukler, responsabile della comunicazione dell’Associazione bancaria per  l’euro (ABE).

 

Le banche europee considerano l’e-invoicing come un servizio a sé stante senza che sia al momento definito un legame “standard” con l’ordine di pagamento che può essere generato dalle fatture. Alla fine del 2007 la Commissione Europea ha riunito un gruppo di esperti sulla fatturazione elettronica, incaricandolo di redigere entro fine anno una raccomandazione sul futuro quadro europeo in merito a questi scambi di informazioni dematerializzate. Il primo rapporto di questo gruppo di lavoro, reso noto in gennaio, si dilunga ampiamente sulle problematiche di IVA comunitaria. L’obiettivo sarebbe di far convergere i diversi standard di fattura elettronica esistenti in Europa nonché gli inquadramenti giuridici nazionali. Il tutto entro la fine del 2010, l’inizio del 2011, quando sarà stata applicata la nuova direttiva sulla fatturazione elettronica. In parallelo, l’Associazione bancaria per l’euro (ABE) opera in collaborazione con Innopay per definire un livello di servizio standard abbastanza attraente da sollecitare le banche ad effettuare gli investimenti necessari per adeguare i propri strumenti informatici. Un primo capitolato è atteso entro la fine dell’anno. Per il momento, l’ABE segnala che sta lavorando con un gruppo di banche e di editori per convalidare la pertinenza delle scelte operate.

 

E.L.



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