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SIBOS 2009: Swift innova a tutto tondo per i corporate Stampa E-mail
23/09/2009
Da Hong Kong, Emmanuel Léchère

 

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Fonte: bfinance

 

 

Per la prima volta da quando è stato attivato, negli anni settanta, Swift, il servizio di messaggeria finanziaria internazionale, nel 2009 dovrebbe registrare, nel migliore dei casi, una stagnazione del traffico, ma, più probabilmente un leggero calo. A causa della crisi, al 1° settembre 2009, i volumi del traffico evidenziano un calo del 2,5% a fronte della crescita annua media del 20% gli scorsi anni. Se gli utenti possono ormai dimenticare le retrocessioni di commissioni per questo esercizio, l’obiettivo globale di ridurre della metà il costo dei messaggi entro il 2020 è mantenuto. Infatti, Swift lancerà un programma di riduzione dei costi di 30 milioni di euro nell’arco di due anni.

È quanto ha annunciato nel primo giorno il direttore generale della cooperativa, Lazaro Campos, ai 5.400 congressisti riunitisi questa settimana a Hong Kong per assistere al Sibos. « Se le banche sono tuttora in ospedale pur essendo uscite dalla rianimazione, posso garantirvi che Swift gode di buona salute ed è pronta per il training in palestra . Ora dobbiamo cambiare la struttura dei costi per adeguarci al cambiamento e mettere a punto nuovi servizi», ha aggiunto.

 

Lazaro Campos, CEO di Swift

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Fonte: bfinance

 

In particolare, Swift intende approfittare della crisi per avviare un dialogo con i clienti, abbandonare i servizi ormai inutili e definire i prodotti di domani, avvalendosi della tecnologia web 2.0, che favorisce scambi e condivisione delle informazioni. La piattaforma comunitaria Swift Innotribe diventerà la nuova estensione della cellula di ricerca e sviluppo dell’azienda, applicando il concetto di « Collaborazione Innovazione ». I clienti di Swift, banche e aziende, nonché le parti interessate come gli editori di software o i consulenti, sono invitati ad unirsi al dialogo. In parallelo, l’estate prossima Swift intende presentare il frutto delle sue riflessioni con una modalità di governance maggiormente in grado di favorire l’innovazione.

 

 

In definitiva, si tratterà ora di capire in quale direzione Swift intenda muoversi da qui al 2015. Bisognerà concentrarsi sul core business della centrale e limitarsi a un programma di riduzione dei costi? Sviluppare servizi aggiuntivi condivisi (ALM, sanzioni, reporting regolamentare…)? Elaborare il modello su scala locale concedendo dei franchising e favorendo l’inter-operatività con altre reti? Oppure inserire gli editori di software nella comunità Swift autorizzando lo sviluppo di servizi specifici come la traduzione, ad esempio, o l’hosting di sistemi applicativi in modalità SaaS (software as a service) ? Nessuna di queste quattro ipotesi è da escludere, così come la combinazione di alcune di esse, ha osservato Lazaro Campos.

 

Ampliamento dei profili utenti

 

In via immediata, tuttavia, Swift mantiene come obiettivo primario del proprio sviluppo i corporate, coadiuvata in ciò dalla « GFC » (« Global Financial Crisis », secondo l’ultima espressione in voga nell’ambito del Sibos), dai quali provengono esigenze di visibilità nella gestione cash, la diversificazione del rischio di contropartita e di sicurezza delle aziende. A inizio settembre, sono connesse a Swift 512 aziende, a fronte delle 402 alla fine del 2008. Lo scorso anno, il traffico delle aziende su SwiftNet FIN è aumentato del 24%, a causa del forte incremento del numero di messaggi di reporting. La crescita dei volumi di FileAct è del 51%. Se oggi Swift può vantare di aver raggiunto l’80% del target iniziale, composto da gruppi con un fatturato superiore a un miliardo di euro, il profilo dei nuovi arrivati nella rete tende a modificarsi. « Sta accedendo a SwiftNet un numero sempre crescente di aziende con perimetro domestico caratterizzate da un numero di rapporti bancari limitato », dichiara Luc Meurant, responsabile dei prodotti banche e aziende presso Swift. A riprova della democratizzazione in atto nella rete, il 10% dei corporate connessi lo è con Alliance Lite. Le connessioni dirette interessano solo il 20% della clientela aziendale.

 

Per Swift si tratterà ora di aumentare il numero di banche e filiali di banche che accettino di comunicare con le aziende tramite SwiftNet. Attualmente sono 1.200, a fronte delle 900 alla fine del 2008. In parallelo, Swift deve vigilare che le banche che propongono la sua soluzione offrano una gamma di servizi completa. « Non è sempre così », sottolinea Martine Boutineau, responsabile di studi tecnologia e prodotto presso Société Générale Payment Services. A suo avviso, lo sviluppo di SwiftNet presso le corporate è ostacolato anche da procedure di adesione complesse, in particolare per raggiungere un gruppo chiuso di utenti (CUG).

 

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Fonte: bfinance

 

Questo ostacolo è in via di superamento, da quando, in giugno, è stato aperto il modello Score alle società non quotate. I gruppi non quotati possono quindi aderire a SwiftNet sottoscrivendo un contratto standard con le loro varie banche, anche se per il momento il servizio è limitato esclusivamente ai messaggi FIN. Sempre nell’ambito della standardizzazione, Swift ha recentemente messo a disposizione degli utenti degli « smart test messages » per verificare la compatibilità degli ordini di pagamento e di reporting con i sistemi delle sue banche. Infine, entro la fine dell’anno, SwiftNet potrà veicolare i nuovi standard ISO 20022 dedicati all’apertura, alla manutenzione e alla chiusura dei conti bancari. Ha lavorato al progetto un gruppo pilota di quindici banche, ma dalle prime impressioni raccolte a Hong Kong, nulla garantisce che queste, in tempi brevi, proporranno questo nuovo servizio denominato « e-bam ».

 

Nello specifico, la strategia di dialogo con l’insieme della comunità dovrà offrire l’opportunità di chiarire i problemi tecnici e legali incontrati nell’implementazione dell’ « e-bam ». Analogamente per la firma personale, che deve consentire a SwiftNet di far concorrenza, sul piano tecnico, ai protocolli di comunicazione locali più protetti. I primi certificati per la firma personale Swift saranno disponibili nel corso del primo semestre 2010.

 « La soluzione potrà interagire con altre modalità di comunicazione banca-azienda, ad esempio FTP. Analogamente, SwiftNet potrà veicolare sulla rete altri certificati già presenti sul mercato, come Identrust », ha precisato Luc Meurant, responsabile dello sviluppo prodotti banca e azienda presso Swift. La possibilità di interagire con altre soluzioni verrà decisa di volta in volta, a seconda dell’opportunità economica del progetto.

 

Luc Meurant, responsabile dei mercati banca, azienda e trade finance, Swift

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Fonte: bfinance

 

Trade Services Utility

 

A tutt’oggi, la rete SwiftNet è utilizzata prevalentemente dai corporate provenienti da Europa (63%) e America (27 %). Intervistato da bfinance, Ian Johnston, responsabile di Swift per la zona Asia Pacifico (escluso il Giappone), ha dichiarato di non avere ancora come target, per la propria offerta SwiftNet, le aziende di dimensione media, come accade invece in Francia. D’altro canto, però, vi sono due servizi che potrebbero aiutare i suoi team a svilupparsi presso aziende della regione rivolte all’esportazione. Si tratta, da un lato, dei nuovi messaggi FIN MIT 798, ideati per migliorare da cima a fondo l’automazione e la sicurezza della catena finanziaria delle operazioni di commercio internazionale. Dall’altro, del Trade Service Utility o TSU. Per chi non ne avesse ancora sentito parlare, il TSU è una piattaforma di conferma (matching) che consente alla banca del venditore e alla banca dell’acquirente di scambiare informazioni su una transazione commerciale sottostante. Questo strumento lanciato nel 2007, non accessibile al corporate, consente in particolare alle banche di rispondere alla sfida dello sviluppo dei conti aperti, che riducono la visibilità delle banche sulle transazioni del commercio internazionale rispetto ad altri strumenti ormai desueti, come le lettere di credito. Nel marzo 2009, sono state aggiunte alla piattaforma Trade Servgices Utility di Swift nuove funzionalità finalizzate a migliorare la capacità delle banche di finanziare le transazioni del commercio internazionale. André Casterman, attualmente responsabile della sede Swift di Parigi, assumendo la nuova funzione di responsabile marketing Trade e Supply Chain, si premurerà probabilmente di svolgere una riflessione sulle sinergie possibili fra il TSU e l’offerta SwiftNet per i corporate.

 

E.L.

 

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