| Bruxelles creerà a breve un nuovo Consiglio, mirato a coordinare il passaggio alla SEPA a livello europeo |
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| 11/09/2009 | |
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La Commissione Europea ha presentato la scorsa settimana un piano suddiviso in sei tappe prioritarie, allo scopo di promuovere l’adozione dei mezzi di pagamento SEPA nel corso dei prossimi 3 anni. Contro ogni aspettativa, il comunicato non svela alcun dettaglio sui risultati della recente consultazione volta alla definizione di una data limite per la migrazione ai nuovi strumenti di pagamento. Pur ammettendo l’utilità di fissare una tale data, considerando che in otto mesi di esistenza il bonifico SCT è arrivato a rappresentare solo il 3,9% dei bonifici totali intra-europei, Bruxelles rinvia alle conclusioni dei ministri delle finanze dell’UE, che saranno esposte nel corso dell’Ecofin, a dicembre.
L’agenda SEPA annuncia tuttavia tre iniziative importanti: una nuova struttura di governance europea responsabile del progetto SEPA, la prospettiva di una maggiore implicazione degli utenti dei mezzi di pagamento nel processo decisionale e, infine, l’obbligo per le amministrazioni pubbliche di ricorrere ai mezzi di pagamento SEPA (bonifici e addebiti diretti) entro la fine del 2010. In effetti, le pubbliche amministrazioni producono circa il 50% della ricchezza europea e generano il 20% del flusso dei pagamenti. L’adozione rapida dei nuovi mezzi di pagamento SEPA da parte di questi attori, affiancati dai grandi fornitori di servizi, è quindi considerata condizione essenziale per il raggiungimento della massa critica. E visto che vale più un esempio di mille parole, la Commissione si fissa l’obiettivo di completare la propria migrazione alla SEPA entro il prossimo giugno.
La creazione di una nuova struttura incaricata di gestire la SEPA a livello europeo risponde all’attuale carenza organizzativa del progetto. La presente organizzazione, infatti, si articola da una parte intorno alle banche riunite in seno al Consiglio Europeo dei Pagamenti (EPC) per la realizzazione degli strumenti di pagamento e gli aspetti tecnici, e dall’altra intorno ai differenti comitati SEPA creati dagli Stati membri per coordinare la migrazione a livello nazionale. Dato questo schema, alla Commissione e alla BCE non rimane che un ruolo d'arbitraggio. Questa nuova struttura, “che potrebbe nascere sotto la forma di un Consiglio del SEPA per l’Unione Europea (EU SEPA Council)” sarà creata per una durata di tre anni entro la fine del 2009 ed incaricata di coordinare la migrazione negli Stati membri e di seguire la messa in pratica dell’agenda.
Riforma dell’EPC
La riforma comprende una lista di azioni volte a garantire il successo dell'Europa dei pagamenti. In particolare, è necessario assicurarsi che i mezzi di pagamento SEPA ed i servizi aggiuntivi che saranno proposti dalle banche rispondano agli standard di interoperabilità dell’intera zona Euro, al fine di evitare l’eventuale frammentazione del mercato dei pagamenti. Inoltre, bisognerà tenere maggiormente conto del punto di vista degli utenti nelle deliberazioni dell’EPC. L’agenda promette una riforma in tal senso del modello di funzionamento dell’EPC per fine anno.
Tra gli altri obiettivi, gli Stati membri devono applicare prima del 1° novembre la direttiva sui servizi di pagamento ed assicurarsi, se non l’avessero già fatto, della continuità legale dei mandati di addebito diretto nell’ambito del SDD. Dopo questa tappa, la Commissione comunicherà ulteriori dettagli sulla conformità del modello economico a lungo termine, ancora in fase di definizione, alla normativa europea sulla concorrenza. Il modello dovrà sostituire a fine 2010 i meccanismi interbancari attualmente in vigore sugli addebiti diretti in diversi paesi dell’UE. Infine, invitate ad assicurare maggiore comunicazione, le banche dovrebbero ricevere, a breve, assistenza da parte della Commissione e della BCE.
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