| L’aumento dei margini sui finanziamenti ha interessato otto imprese su dieci |
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| 10/09/2009 | |
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I responsabili tesoreria-finanza usano spesso presentare i propri banchieri come partner dell’impresa, ma dobbiamo constatare che, nell’attuale crisi, questi non hanno decisamente dato prova di comportarsi come tali. Le risposte fornite da 381 imprese di 12 diversi paesi al vasto sondaggio condotto dall’Associazione Europea dei Tesorieri d’Impresa (EACT) all’inizio dell’anno hanno evidenziato un quadro poco confortante del comportamento dei banchieri.
Praticamente un terzo delle imprese ha dovuto far fronte alla chiusura di una o più linee di credito esistenti e la metà degli intervistati ha visto ridurre le proprie agevolazioni di credito da almeno uno dei propri banchieri. Risulta inoltre che le banche si sono dimostrate più dure nei confronti di imprese con un fatturato superiore a 500 milioni di euro, pari al 62% del campione. Sui crediti a breve termine, il 43% delle imprese ha dovuto accettare una modifica del tasso di riferimento e l’80% un rialzo dei margini. Nel 44% del casi, l’aumento è variato da 50 a 100 pb. Nel 23% dei casi è stato superiore a 100 pb. Sulle linee confermate, anche i margini sono stati corretti al rialzo per più di un’impresa su due, più o meno nelle stesse proporzioni riscontrate per i crediti a breve termine. Il sondaggio conferma inoltre la pressione delle banche sulle clausole dei contratti finanziari, con esigenze di ulteriori garanzie, covenant più serrati e l’attivazione di clausole di interruzione di contratto. Secondo Richard Raeburn, presidente dell’EACT, le imprese non si avvantaggiano della diminuzione dei tassi d’interesse decisa dalle banche centrali e « continuano a pagare il fallimento del sistema bancario e l’incapacità dei regolatori di accertarsi che i rischi assunti fossero adeguati e sotto controllo».
Tuttavia, alcuni banchieri hanno comunque dato prova di comportamenti positivi. Un terzo delle imprese ha chiesto l’apertura di nuove linee di credito bancarie (confermate o meno) per far fronte alla crisi. Per questi clienti, le banche hanno accettato praticamente nei due terzi dei casi di aumentare il proprio contributo finanziario.
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