| Il passaggio della pubblica amministrazione alla SEPA tarda a realizzarsi |
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| 28/08/2009 | |
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Il settore pubblico, che rappresenta il 45% del Pil dell’economia europea, dovrebbe dare il via alla dinamica del passaggio alla SEPA obbligando così ad esempio le imprese ad adottare i nuovi strumenti di pagamento europei. La seconda indagine della Commissione sulla preparazione della pubblica amministrazione all’Europa dei pagamenti mostra che la situazione evolve con lentezza. In marzo 2009, i bonifici SEPA rappresentavano il 2,3% del totale dei bonifici effettuati dalle pubbliche amministrazioni, ossia meno della quota rilevata sul totale dei bonifici effettuati in Europa (2,9%). Come spiega Gerd Heinen, membro della direzione generale del Mercato interno e dei servizi, «la nuova indagine mostra che, anche se fondamentalmente la situazione non è cambiata rispetto allo scorso mese di febbraio, le pubbliche amministrazioni hanno intrapreso misure per favorire il coordinamento e si stanno preparando attivamente a migrare verso i nuovi standard SEPA». Secondo il rapporto, il passaggio del settore pubblico alla SEPA dovrebbe comportare un importante incremento del volume dei pagamenti SEPA già dalla fine dell’anno e nel corso del 2010. In Lussemburgo, l’amministrazione è già passata completamente alla SEPA. In Slovenia e in Belgio, le pubbliche amministrazioni eseguono rispettivamente il 60% e il 18% dei bonifici in formato SEPA.
Tuttavia, la strada che resta da percorrere agli altri paesi è ancora lunga. Sulle 102 amministrazioni pubbliche dei 23 paesi che hanno risposto al questionario della Commissione, solo il 15% ha ultimato la conversione o l’adozione completa del database di coordinate bancarie in formato BIC/IBAN (Bulgaria, Grecia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Slovenia e Romania). Il restante 68% non ha ancora avviato il sistema di pagamenti in formato BIC/IBAN e il 17% ha unicamente dato il via alla conversione. Ecco perché non stupisce che nove interpellati su dieci emettano ancora i loro ordini di bonifico utilizzando il formato di messaggi locale. Solo un’amministrazione belga dichiara di utilizzare il formato XML ISO 20022 per la totalità dei propri bonifici, mentre il 10% degli intervistati indica in media di utilizzare solo parzialmente questo formato di messaggi.
Coordinamento
Otto Paesi hanno fissato una data limite per l’adozione del formato di messaggi XML ISO 20022 da parte delle loro amministrazioni (Austria, Cipro, Francia, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi e Slovacchia). Più in generale, solo sei Stati membri (Austria, Belgio, Cipro, Francia, Malta e Slovenia) hanno creato un programma nazionale coordinato di migrazione alla SEPA per l’insieme delle pubbliche amministrazioni. La Spagna dovrebbe presentare un programma specifico per la migrazione delle pubbliche amministrazioni in novembre. La Finlandia, l’Irlanda e la Slovacchia adotteranno un programma definito su scala nazionale, che riguarderà anche le aziende. Infine, in ragione del tipo di governo decentralizzato, la Germania e i Paesi Bassi non prevedono di redigere un programma di migrazione specifico per il settore pubblico, anche se in Germania, diverse amministrazioni hanno già fissato autonomamente le date previste per l’abbandono dei bonifici in formato nazionale.
Paesi che hanno fissato una data limite di migrazione al formato di messaggi XML ISO 20022 per il settore pubblico
Paesi Bassi, Lussemburgo, Lituania, Austria, Irlanda, Slovacchia, Francia, Cipro N.B.: Per la Francia, la data limite inizia tecnicamente a partire dalla data target fissata per il ritiro dei bonifici nazionali Fonte: Commissione europea
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