| Le banche italiane non prevedono per ora un allentamento dei criteri applicati per l’approvazione dei prestiti |
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| 28/08/2009 | |
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Buone notizie in prospettiva per i finanziamenti. L’ultima indagine trimestrale della Bce sulla distribuzione del credito nell’area euro sottolinea che nel secondo trimestre è rallentata la tendenza al razionamento del credito. La percentuale netta di banche che hanno reso più restrittive le condizioni per l’approvazione dei prestiti alle imprese si è più che dimezzata, passando dal 43% nel corso dei primi tre mesi dell’anno al 21% e il dato è destinato a diminuire ulteriormente nel terzo trimestre al 12%, secondo le previsioni formulate dai 118 istituti consultati dalla Bce. L’indagine, realizzata in Italia dalla Banca d’Italia, registra un netto calo della percentuale di banche che hanno irrigidito le condizioni per l’apertura di linee di credito a favore delle grandi imprese tra aprile e giugno, passata dal 62,5% al 37,5%.
Se le banche italiane, come le loro omologhe tedesche, prevedono ancora un ulteriore restringimento degli standard del credito alle imprese durante il terzo trimestre (si veda la tabella riportata di seguito), l’indagine condotta in Francia dalla Banque de France preannuncia invece un nuovo allentamento delle condizioni di credito alle grandi aziende. Lo stesso vale per i prestiti alle famiglie. Solo le PMI dovranno ancora portare pazienza. Ciò corrobora l’idea che il sistema bancario italiano è stato maggiormente penalizzato dalla crisi finanziaria rispetto alla media dei Paesi europei.
L’attenuazione della tendenza all’irrigidimento delle condizioni di accesso al credito bancario in Europa si iscrive in una tendenza distensiva più generale riguardante i finanziamenti corporate destinata a proseguire. Gli analisti del credito di Natixis commentano che «negli Stati Uniti, la Senior Loan Survey, ossia l’equivalente dell’indagine della Bce in Europa, costituisce un buon indicatore avanzato, in termini di tendenza, degli spread di credito. Il ribasso registrato dalla percentuale netta di banche che hanno operato un restringimento delle condizioni di credito in Europa è quindi piuttosto promettente per l’andamento degli spread di credito societario in Europa entro la fine dell’anno, in particolare sul segmento high yield».
Ristrutturazione del debito
Le banche dell’area euro, meno inclini a rendere più restrittive le condizioni di concessione dei prestiti alle imprese, riconoscono che il loro accesso al mercato dei finanziamenti nonché la loro posizione di liquidità hanno messo a segno un miglioramento nel secondo trimestre. Inoltre, i timori delle banche relativi all’evoluzione della congiuntura economica e al deterioramento del rischio di credito, pur continuando ad essere i principali criteri alla base del restringimento degli standard di credito, sono in netta diminuzione. Per quanto riguarda la domanda netta di aperture di linee di credito a favore delle imprese invece, essa registra una nuova diminuzione, anche se meno marcata rispetto al primo trimestre, e dovrebbe ritornare positiva nel corso del terzo trimestre per la prima volta dalla fine del 2007. Nel periodo aprile-giugno, il calo della richiesta di apertura di linee di credito da parte delle imprese è legato a una contrazione delle esigenze di ristrutturazione e di finanziamento di investimenti. Come sottolinea Philippe Waechter, economista in Natixis, «dall’inizio del 2008, in modo costante, le imprese non intendono ricorrere a finanziamenti né per investire, né per effettuare acquisizioni. Il finanziamento delle scorte e del capitale circolante minimo indica un’attività alquanto mediocre e poco dinamica. Le aziende privilegiano nuovamente la ristrutturazione del debito per disporre di margini di manovra finanziari maggiori quando avrà inizio la fase di ripresa». Dall’indagine della Bce emerge una progressiva distensione delle condizioni di accesso al credito sia per le grandi imprese che per le PMI, indipendentemente che si tratti di presti a breve o a lungo termine, contrariamente a quanto osservato nella fase di rapido restringimento delle condizioni di credito, fino alla fine del 2008.
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