| Levata di scudi contro la determinazione di una data limite per la SEPA |
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| 24/07/2009 | |
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Gli utilizzatori dei mezzi di pagamento non sono soddisfatti della piega presa dal progetto SEPA. Il Comitato degli utilizzatori finali dei sistemi di pagamento (CUSP), raggruppante otto associazioni europee che rappresentano, in particolare, gli interessi dei consumatori, dei commercianti e dei tesorieri d’impresa *, stima che una data limite per il passaggio alla SEPA precipiterebbe, allo stato attuale delle discussioni, “il fallimento del progetto Europa dei pagamenti”. Questa posizione è ancora più sorprendente se si considera che in Francia i responsabili dell’AFTE (Associazione Francese dei Tesorieri d’Impresa) hanno, a più riprese, pubblicamente chiesto alla Commissione ed alla BCE di programmare la data di abbandono dei bonifici e degli addebiti diretti nazionali per accelerare il passaggio. Dopo un’analisi approfondita della situazione, il CUSP conclude che sarebbe prematuro fissare arbitrariamente questa data per via normativa. Un anno e mezzo dopo il suo lancio, il bonifico europeo, primo dei mezzi di pagamento SEPA messi a disposizione degli utilizzatori, riguarda solo il 2% del totale dei bonifici effettuati in Europa. “L’addebito diretto europeo, secondo strumento SEPA, rischia di subire una sorte simile se non viene apportata alcuna modifica prima del suo lancio ufficiale previsto per il mese di novembre di quest’anno”, spiega Olivier Brissaud, che presiede oggi il CUSP, a margine delle sue funzioni di tesoriere di Volkswagen, dopo aver occupato la presidenza dell’EACT (Associazione Europea dei Tesorieri d’Impresa) per diversi anni.
Nuove funzionalità
Per le otto associazioni, il SEPA Direct Debit definito dall’EPC (Consiglio Europeo dei Pagamenti) presenta la sola qualità di essere un mezzo di pagamento armonizzato su scala europea, ma con una gamma di servizi limitata rispetto agli addebiti diretti nazionali. Peggio ancora, l'introduzione dell SDD (SEPA Direct Debit) potrebbe indebolire la fiducia dei consumatori in questo mezzo di pagamento, in particolare nei Paesi in cui il circuito dell’addebito diretto non è basato oggi sul modello CMF (creditor mandate flow), in cui il mandato è gestito dal creditore. “È necessario aggiungere funzionalità all’SDD, senza le quali i consumatori potrebbero abbandonare l’addebito diretto a favore di un supporto di pagamento cartaceo. Nel circuito CMF, la banca del debitore non è tenuta a verificare l’autenticità del mandato di addebito diretto e deve unicamente accettare il prelievo sul conto del suo cliente. Per rafforzare la fiducia nel SEPA Direct Debit, è necessario dare la possibilità ai creditori di verificare che il firmatario di un mandato sia effettivamente il titolare del conto da addebitarsi” sottolinea Olivier Brissaud.
Questa proposta compare nell’elenco dei servizi aggiuntivi opzionali (AOS) identificati dal CUSP e raggruppati in un circuito denominato “CMF+”. Il Comitato desidera d’ora in avanti che l’EPC rinnovi le sue raccomandazioni e getti le basi di funzionalità aggiuntive in un allegato al regolamento (rulebook) dell SDD. Ad oggi, le banche hanno comunicato poche informazioni sulle funzionalità aggiuntive che intendono sviluppare per l’SDD. Per gli utilizzatori, se l’EPC non fornisce guide delle funzionalità aggiuntive, le comunità bancarie riframmenteranno rapidamente il mercato degli addebiti diretti su scala nazionale.
* Eurocommerce, UEAPME, EACT, CEA, BEUC, Business Europe, Emota, FAEP
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