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SWIFT prevede di testare la sua soluzione di firma personale nel gennaio 2010 Stampa E-mail
24/07/2009

 

Le banche che compongono il consiglio d’amministrazione di SWIFT hanno a fine giugno approvato che il servizio di messaggistica finanziaria internazionale commercializzi una soluzione di firma digitale con identificazione del firmatario. “L’elaborazione delle specifiche tecniche è già a buon punto e speriamo di poter accedere alla fase pilota a partire da gennaio 2010. Grande novità, i certificati SWIFT saranno multirete e potranno circolare su altri mezzi di comunicazione banca / impresa come Ebics, FTP o essere utilizzati dai portali bancari. È la prima volta che SWIFT commercializzerà una tecnologia diversa dalla rete SwiftNet”, spiega Isabelle Olivier, Head of South  East Europe di Swift.

 

Memorizzati su una chiave USB che dialoga con un modulo hardware di sicurezza (Hardware Security Module), i certificati non saranno direttamente distribuiti da SWIFT, ma dalle banche, che li avranno preventivamente acquisiti presso ad una tariffa negoziata in funzione dei volumi. A differenza d’Identrust, SWIFT prevede di limitare il suo ruolo a quello di autorità di certificazione. Le banche conserveranno il loro ruolo di autorità di registrazione. “Ogni certificato nominativo dovrà essere registrato presso diverse controparti bancarie. In questo modo, le procedure d’identificazione dei clienti Know Your Customer implementate dalle banche non saranno interessate”, aggiunge Isabelle Olivier. La filosofia è quindi sensibilmente diversa, ad esempio, da quella del sistema francese, basato sul reciproco riconoscimento dei certificati.

 

Politica commerciale

 

Resta un’incognita. Quanto tempo impiegheranno le banche per adattare procedure alla futura soluzione di firma personale di SWIFT? Quest’ultima ha recentemente sviluppato una serie di nuovi servizi come l’apertura di conti e la gestione di deleghe bancarie smaterializzate o ancora funzionalità aggiuntive in materia di exception & investigation, che verosimilmente non saranno integrate in tempi brevi dalle banche. Questo debole interesse per i nuovi prodotti di SWIFT è tanto più problematico quanto l’azienda ha l’ambizione di ampliare la propria offerta, per ora destinata ai clienti corporate, ai servizi di supply chain e di cassaforte elettronica.

 

Inoltre, per mitigare il rischio d’immobilismo degli intermediari, SWIFT si impegna ad aiutare le banche ad adattare i loro strumenti e la loro offerta commerciale alle evoluzioni del servizio di messaggistica. Ciò vale in particolare per Alliance Lite, il nuovo modo di accesso di SwiftNet pensato per le PMI e i piccoli istituti finanziari, o como soluzione entru level per i corporate di ogni dimensione, che conta già un centinaio di clienti in tutto il mondo dal suo lancio in ottobre. Inoltre, SWIFT è impegnata a rafforzare l’interesse delle banche per i suoi prodotti aumentando la quota dei rimborsi delle commissioni per un collegamento a SwiftNet. In funzione del numero di contratti firmati, il rimborso può arrivare fino al 60%. Per contro, per il cliente corporate, la politica tariffaria di SWIFT non punta più alla diminuzione del costo del messaggio, in quanto il gruppo giudica probabilmente di aver fatto abbastanza decidendo di passare a una fatturazione secondo il numero delle operazioni e non più in funzione delle dimensioni dei file, al fine di evitare qualsiasi costo supplementare in occasione del passaggio all’Europa dei pagamenti. Gli ordini nel formato SEPA XML sono infatti più voluminosi.

 

Infine, per aumentare la domanda di connessione alla sua rete, SWIFT ha deciso di ampliare alle imprese non quotate l’accesso al modello Score, che punta a semplificare la registrazione delle aziende su SwiftNet. L’ampliamento è già operativo sul servizio di messaggistica FIN. Le società non quotate dovranno aspettare il mese di settembre 2010 per scambiare informazioni su FileAct, a causa degli interventi di aggiornamento dei dispositivi di sicurezza del servizio RMA giudicati necessari.

 

 

 

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