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Il volume dei crediti sindacati in Europa al livello pił basso dal 1996 Stampa E-mail
10/07/2009

 

Nel secondo trimestre si è confermata la tendenza alla disintermediazione del finanziamento da parte dei clienti corporate. Mentre il volume dei crediti sindacati ha registrato una diminuzione dell’8% passando a 421 miliardi di dollari a livello mondiale, le emissioni di obbligazioni societarie sono continuate a un ritmo sostenuto, sulla scia di un’attività senza precedenti nei primi tre mesi dell’anno. Secondo Dealogic, è vero che il volume di emissione ha rallentato a 430 miliardi di dollari ma questa diminuzione non influisce sulla performance del primo semestre, durante il quale le imprese non finanziarie hanno ricevuto in totale dagli investitori 920 miliardi di euro.

 

Se, nel primo semestre, la contrazione dei crediti bancari ha riguardato tutte le aree geografiche, questa tendenza è stata più marcata in Europa, dove il finanziamento dei clienti corporate proveniva, fino all’inizio della crisi, per l’80% dalle banche. Nel Vecchio Continente quindi, i volumi dei crediti sindacati hanno registrato un crollo del 46% passando a 283,8 miliardi di dollari rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Tale diminuzione è stata ancora più forte in Italia (-51 %). Senza la firma di alcune importanti convenzioni di credito, in particolare in Germania dove Porsche e RWE hanno effettuato aumenti di capitale per circa 27 miliardi di dollari in totale, la portata della recessione sarebbe stata molto diversa, come dimostrato dal numero di operazioni, 419 in totale, che non è mai stato così basso dal primo semestre 1996. La maggior reticenza delle banche a concedere la garanzia di sottoscrizione a fermo (underwriting) ha inoltre contribuito allo sviluppo dei club deal che hanno rappresentato il 15% dei crediti sindacati, una proporzione mai raggiunta prima. Le loro condizioni sono più interessanti, ma se il margine di interesse di un club deal è raddoppiato in un anno raggiungendo i 257 punti base, resta comunque inferiore di 63 punti base al margine medio rilevato sulle altre forme di sindacazione di prestiti bancari.

 

Il rifinanziamento, che ha costituito il 26% degli importi sindacati, è stato il principale motivo di ricorso al credito, mentre quattro delle cinque operazioni più importanti riguardavano invece il finanziamento di acquisizioni. L’anno scorso invece i crediti sindacati rispondevano innanzitutto ai bisogni generali dei clienti corporate che richiedevano un prestito («general corporate purposes»).

 

La scadenza media dei rifinanziamenti si è ridotta ulteriormente a 2,7 anni mentre il margine medio è diminuito di 8 punti base passando a 291 punti base nel secondo trimestre. Nonostante uno spread medio più basso di 71 punti base, il ricorso alle «forward start facilities» costituisce al massimo il 14% dei volumi di rifinanziamento contro il 27% nel primo trimestre.

 

Emissioni obbligazionarie

 

Nel primo semestre il ricorso al mercato invece che alle banche da parte delle imprese in cerca di finanziamenti ha assunto nuove dimensioni. I soli emittenti europei non finanziari della categoria investimento hanno emesso obbligazioni per 365,9 miliardi di dollari, superando in sei mesi di tempo il precedente record annuale di emissioni. In uno scenario caratterizzato da un’avversione al rischio che non accenna a diminuire, hanno fatto la loro comparsa sui mercati europei gli emittenti ad «alto rendimento» sebbene in proporzioni limitate rispetto alla quantità di emissioni registrata negli Stati Uniti.

 

La dinamicità della domanda di titoli di debito da parte degli investitori ha favorito particolarmente i titoli di Stato garantiti, divenuti il comparto obbligazionario più attivo in Europa grazie a un volume di emissioni pari a 545,8 miliardi di dollari che rappresenta un terzo del totale. Per quanto riguarda l’emissione di obbligazioni fondiarie, esse sono state favorite dall’annuncio del programma di acquisto di obbligazioni garantite da parte della BCE, che entrerà in vigore questo mese, e sono più che raddoppiate rispetto al semestre precedente.

 

BNP leader europeo

 

Le banche francesi si sono dimostrate particolarmente dinamiche sul fronte dei finanziamenti approfittando di una diminuzione dell’attività degli istituti di credito anglosassoni. A livello europeo, BNP Paribas si rivela la prima delle banche capofila più attive sia in materia di crediti sindacati che di emissioni obbligazionarie, aggiudicandosi quote di mercato in questi settori pari rispettivamente al 7,2% e al 9,2%.

 

Crediti sindacati Europa – Classifica dei MLA 1° semestre 2009

Fonte: Dealogic

 

 

Emissioni obbligazionarie Europa, Corporate Investment grade – Classifica delle banche capofila per il 1° semestre 2009

Fonte: Dealogic

 

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