| Cash pooling: non fidatevi dei prezzi riportati sull’etichetta! |
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| 30/04/2009 | |
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Il costo totale di un cash pooling bancario di tipo ZBA può a volte riservare un bel po' di sorprese alle imprese che non hanno effettuato un’analisi completa delle voci di costo. Infatti, i costi non si limitano alla semplice tariffa forfettaria (abbonamento mensile per conto) e alle altre spese aggiuntive eventualmente fatturate dalla banca centralizzatrice “le imprese devono anche tenere conto delle commissioni fatturate dalle banche locali che possono a volte rappresentare una parte importante del costo globale" precisa Anne Vosgien, associate e specialista di prodotti Cash Management presso bfinance. Infatti, il trattamento di messaggi Swift MT 101 di centralizzazione automatica dei saldi, dei messaggi Swift MT 940 e 942 d’invio degli estratti conto nonché i bonifici stessi, il più delle volte fanno parte delle operazioni fatturate dalle banche locali ma generalmente non vengono tenute in dovuta considerazione dai gruppi aziendali. Per questo, le spese fatturate dalle banche locali possono aumentare significativamente il costo del cash pooling.
La tariffa forfettaria fatturata dalla banca centralizzatrice può, data la sua natura, differenziarsi ampiamente a seconda delle esigenze delle imprese. La misura del perimetro interessato dal cash pooling, che dipende esso stesso dal numero di entità aziendali, di paesi e di valute, costituisce la prima fonte di costo. La commissione periodica varia anche in funzione del grado di automazione delle centralizzazioni dei saldi dei conti locali verso il conto centrale. Spetta all’impresa optare per la formula che corrisponde meglio ai propri bisogni. "L'automazione è più remunerativa per le banche ma paradossalmente queste non preconizzano per forza l’abbandono totale dei trattamenti manuali dei saldi” indica Aude Soichet, associate e specialista di prodotti Cash Management presso bfinance. Peraltro, la presenza internazionale delle banche nonché la loro capacità ad instaurare dei partenariati in seno ad alleanze come ACCIS e IBOS permettono generalmente di ottimizzare il prezzo del cash pooling. Se una buona parte delle banche principali sono capaci di centralizzare i saldi situati su conti di banche locali dello stesso gruppo bancario o di gruppi partner senza perdita di giorno di valuta, quelli situati su conti di banche terze vengono centralizzati, nel migliore dei casi, a metà giornata o addirittura a volte con la perdita di un giorno di valuta. Nel caso di entralizzazioni automatiche coinvolgenti banche terze, il rischio di un costo complessivo elevato del cash pooling si fa più alto.
In fin dei conti, " i prezzi preventivati dalle banche che rispondono alle gare d’appalto possono variare significativamente tra li differente proposte” riassume Anne Vosgien. In questo caso, la realizzazione di una seconda round all' interno della gara permette di ridurre i divari, dato che la divergenza è dovuta, il più delle volte, all’assenza di un prezzo di equilibrio in un mercato ancora ampiamente inefficiente. Tra 15.000 euro per un sistema automatico instaurato in 4 paesi e che centralizza 4 valute a partire da 115 conti per 10 banche e 15 filiali diverse, e circa 100.000 euro per un sistema interamente automatico concernente 3 valute, 7 paesi, 45 banche e 130 conti, il prezzo di un cash pooling è difficile da stimare a priori per un tesoriere. E può variare notevolmente secondo le opzioni e le banche prese in considerazione.
Accordi Swift
I dati raccolti in molteplici progetti relativi alle scelta della banca centralizzatice, realizzati dal polo Consulenza di bfinance, mostrano che la metà delle banche che partecipano alle gare d’appalto propone una tariffa forfettaria globale, mentre l'altra metà presenta in aggiunta altre spese, in particolare delle spese per MT101 trattato e/o delle spese di costituzione, con le banche locali, degli accordi Swift non esistenti. “In particolar modo sono le banche straniere che fatturano il trattamento dei messaggi Swift in aggiunta alla tariffa forfettaria” precisa Aude Soichet. Alcune banche fatturano così da 1.000 a 5.000 euro per ogni nuovo accordo MT 101. Altre spese aggiuntive sono costituite dai servizi opzionali che sebbene rappresentino solo un basso costo relativo, possono diventare, come nel caso del calcolo degli interessi infragruppo, un vero e proprio elemento determinante.
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