| Le commissioni interbancarie sul SEPA Direct Debit (SDD) saranno mantenute almeno per tre anni |
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| 20/03/2009 | |
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Per non rischiare che il lancio dell’addebito diretto SEPA, previsto per il 1° novembre 2009, si trasformi in un insuccesso, uno dei fondamenti dell'Europa dei pagamenti rischia l'abbandono. Infatti, a differenza dei bonifici, dei prelievi di contanti e dei pagamenti tramite carta, il futuro addebito diretto europeo potrebbe essere commercializzato con prezzi differenti a seconda che si tratti di una transazione nazionale o transfrontaliera. La revisione del Regolamento 2560, che in origine avrebbe dovuto estendere all'SDD il principio di uguaglianza delle spese sui pagamenti transfrontalieri in euro, nelle ultime settimane ha preso una direzione opposta. La colpa è del braccio di ferro sulle commissioni interbancarie tra le banche e Bruxelles. Nel settembre scorso, i banchieri francesi, sostenuti dal raggruppamento europeo delle casse di risparmio, avevano apertamente minacciato la sospensione dei lavori di preparazione al sistema SEPA se non avessero ottenuto il diritto di basare l'equilibrio economico dell'SDD futuro su un meccanismo interbancario.
Le pressioni hanno funzionato. Il compromesso stabilito dal Consiglio europeo dei ministri delle finanze (Ecofin) del 5 febbraio scorso definisce il principio di una commissione interbancaria massima pari a 8,8 centesimi di euro sugli addebiti diretti SEPA transfrontalieri per un periodo di tre anni. Questa commissione verrà applicata automaticamente in assenza di accordo bilaterale tra la banca del creditore e quella del debitore. Il testo riconosce ugualmente la necessità di non modificare le commissioni interbancarie sui direct debits già esistenti a livello nazionale. Queste, verranno applicate anche agli SDD nazionali. Per contro, la proposta di Regolamento obbliga esplicitamente le banche europee a favorire l'accesso dei clienti a questo nuovo metodo di pagamento affinché i grandi fatturatori possano trovare le condizioni di mercato più idonee per incassare senza ostacoli tramite l'SDD.
"Proposte inaccettabili"
Secondo i rappresentanti del commercio, l'entrata in vigore dell'addebito diretto SEPA, fissata al 1° novembre 2009, avrebbe dovuto segnare la fine delle commissioni interbancarie sugli addebiti diretti. Al massimo, si aspettavano di dover concedere alle banche, per garantire l'avvio dell'SDD, una commissione sui SDD transfrontalieri per un periodo di sei mesi. Speranza vana. Il periodo transitorio dovrebbe essere fissato a tre anni. Inoltre, nulla garantisce che i meccanismi di costo interbancari verranno aboliti dopo il 31 ottobre 2012.
D’altra parte, i deputati europei sembrano determinati a chiudere definitivamente il dibattito sulle commissioni interbancarie. La Commissione degli Affari Economici e Monetari del Parlamento propone di emendare il compromesso stabilito dal Consiglio nei termini seguenti: "Al termine del periodo di transizione, dovrà essere possibile mantenere le commissioni interbancarie sugli addebiti diretti se rispettano le linee guida della Commissione. Tali linee guida dovranno essere adottate prima del 31 marzo 2010 e dovranno essere basate sull'analisi dei costi e delle spese per i servizi resi tra i fornitori di servizi di pagamento". La pronuncia dei deputati europei sul testo è attesa per la prossima seduta plenaria del 21-24 aprile.
Per la confederazione EuroCommerce, che rappresenta il commercio al dettaglio, all'ingrosso e internazionale in Europa, queste proposte sono inaccettabili. "Le banche hanno recentemente minacciato di ritirarsi dal sistema SEPA se non otterranno soddisfazione sulle commissioni interbancarie in vigore sui direct debit. Questa minaccia non può che essere considerata come un ricatto", scrive EuroCommerce in una raccomandazione che invita i deputati europei a votare contro la commissione interbancaria transitoria. Tra le argomentazioni, la confederazione fa notare che ben undici paesi dell'eurozona basano il modello economico dell’addebito diretto su un metodo diverso dalle commissioni interbancarie. Ritiene inoltre che il livello di 8,8 centesimi di euro non sia determinato dalla corretta valutazione dei costi reali e stima che la Commissione europea non abbia i titoli per regolamentare i prezzi dei sistemi di pagamento.
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