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Le commissioni interbancarie sui sistemi delle carte di pagamento poco minacciate da Bruxelles Stampa E-mail
6/03/2009

 

A un anno dalla decisione della Commissione europea nei confronti di Mastercard, a cui è stato imposto di sospendere il sistema di commissioni interbancarie transfrontaliere perché giudicato non conforme alle regole della concorrenza, il dubbio circa la legalità delle commissioni interbancarie applicate dagli altri gruppi di carte di pagamento, internazionali e nazionali, permane ancora.

 

In Italia, i pagamenti tramite carta di debito PagoBancomat vengono maggiorati con una commissione bancaria fissata dalla COGEBAN allo 0,1667 % dell'importo della transazione, a cui si aggiunge un importo fisso pari a 0,14 euro. Questo valore massimo è stato convalidato dalla Banca d'Italia il 1° luglio 2007, per un periodo di due anni. L'evoluzione della struttura della commissione interbancaria è soggetta a un aumento periodico della parte variabile a scapito della parte fissa e risponde in parte alle lamentele dei commercianti sull'ammontare delle spese bancarie applicate alle transazioni di importo minimo.

La federazione Eurocommerce, che raggruppa le associazioni di commercianti a livello europeo, ritiene che la riduzione dell'importo fisso non sia sufficiente e sostiene che lo smantellamento dei metodi di interscambio sia una condizione sine qua non per il successo del sistema SEPA.

 

Chiarire i criteri di calcolo

 

Pertanto, il futuro delle commissioni multilaterali di interscambio (CMI) in Europa resta difficilmente prevedibile finché la posizione della Commissione europea non viene chiarita. Nell'ambito di una riunione del gruppo di contatto della BCE sulla strategia dell'Europa dei pagamenti, Eduardo Martinez Rivero, membro della direzione generale della divisione Concorrenza all'interno della Commissione europea, nel febbraio 2008 spiegava che "la decisione presa nei confronti di Mastercard non ha l'obiettivo di deliberare in merito alla legalità o meno delle commissioni multilaterali di interscambio". Infatti, la DG Concorrenza non è abilitata a deliberare su un principio generale e può solo prendere decisioni specifiche in tema di conformità rispetto ai principi di concorrenza dei differenti sistemi di carte di pagamento. L'obiettivo ricercato non sembra dunque essere l'eliminazione delle CMI ma piuttosto un chiarimento circa i relativi criteri di calcolo per ottenere infine una riduzione.

 

A oggi, Bruxelles ha condannato esclusivamente le commissioni interbancarie delle transazioni transfrontaliere di Mastercard, perché esse vengono applicate automaticamente anche in assenza di accordo tra le parti a livello nazionale, determinando di fatto un importo minimo per l'accettazione delle carte. Tuttavia, la Commissione non intende fermarsi al caso di Mastercard. Attualmente, sono all'esame anche le pratiche adottate da Visa in materia di interscambio. Contestualmente, la Commissione fa appello alle banche con il suggerimento di "ispirarsi ai ragionamenti alla base della procedura contro Mastercard per procedere a una propria autovalutazione". La Commissione insiste sul fatto che le commissioni interbancarie devono essere "oggettivamente fondate e transitorie". Il discorso è più netto rispetto a quello della BCE che ritiene che le commissioni di interscambio possono rivelarsi utili nelle fasi di avvio e di implementazione dei sistemi di pagamento. L'eliminazione del principio di interscambio potrebbe rimettere in discussione l'interesse delle banche a partecipare direttamente alla gestione e alla direzione dei sistemi di pagamento, arrestando di fatto l'evoluzione dei sistemi delle carte di pagamento nazionali nell'ambito del sistema SEPA. Potrebbe inoltre comportare la fatturazione di determinati servizi attualmente forniti gratuitamente, ad esempio i prelievi tramite carta.

 

È pur vero che in materia di commissioni interbancarie, ciascun sistema di pagamento tramite carta è soggetto a logiche e giustificazioni diverse. Senza commissione interbancaria di pagamento, un sistema di pagamento tramite carta "globale" non può funzionare. Tutti i consumatori e i commercianti non possono essere clienti della stessa banca. In un sistema "globale", la banca del commerciante (banca acquiring) versa, oltre ad altre commissioni di servizio, una commissione alla banca del cliente (banca emittente o issuer) che successivamente viene rifatturata al commerciante.

 

Tenuto conto dei tempi necessari per le indagini delle autorità per la concorrenza al fine di esprimersi sui metodi interbancari, sembra che esistano tutti gli ingredienti affinché il livello delle commissioni esistenti rimanga invariato ancora per qualche anno. Soprattutto, considerato il fatto che l'Eurosistema, pur avendo in passato evocato l'idea di creare uno strumento statistico per valutare l'impatto del sistema SEPA sulle commissioni delle carte bancarie, ha infine abbandonato il proposito per motivi di costo.

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Fonte: ABI

 

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