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Crediti sindacati: la "forward start facility" diversamente apprezzata dalle banche Stampa E-mail
20/02/2009

 

In materia di finanziamenti bancari, si sta affermando la tendenza alla rinegoziazione anticipata delle linee di credito esistenti. Gran parte dei grandi gruppi europei si preoccupano oggi della capacità dei rispettivi banchieri di rispondere positivamente in occasione del rinnovo delle linee di credito. La paralisi del mercato interbancario e la rinnovata concentrazione dell'attenzione degli istituti di credito stranieri sui mercati nazionali invitano i direttori finanziari ad avviare le discussioni con largo anticipo, spesso fino a un anno prima della scadenza del credito sindacato.

 

Una delle prime conseguenze osservate è che circa un terzo delle operazioni di credito sindacato registrate in Europa dopo il fallimento di Lehman Brothers, assume la forma di un'estensione di uno o due anni delle linee esistenti, e nella maggior parte dei casi, con margini di interesse moltiplicati di 3 o 4 volte, se non di più.

 

Più recentemente, molti grandi clienti corporate europei hanno optato per una formula di estensione meno classica, battezzata "forward start facility", oggetto di numerosi dibattiti nell'ambito del mondo bancario. La "forward start facility" consiste nell'apertura di una linea di credito con una documentazione identica a quella dell'agevolazione di credito esistente e che entra in vigore solo a scadenza di quest'ultima. Dal punto di vista giuridico, la "forward start facility" funziona in modo analogo al credito sindacato già attivo e può prevedere condizioni di prezzo diverse. È altresì soggetta alle rettifiche e ai trasferimenti di partecipazione relativi al credito sindacato in corso.

 

A differenza di una classica opzione di estensione effettuata dalle banche, il margine appena negoziato si applica solo alla scadenza della prima linea di credito. Tuttavia le  banche possono percepire commissioni di impegno al momento della predisposizione della "forward start facility". Di fatto, questa pratica non risulta particolarmente adatta alle linee da rifinanziare a brevissimo termine, poiché le spese fisse possono rivelarsi estremamente proibitive. Secondo fonti di mercato differenti, Enel, Marston, Reed Elsevier o ancora Telefonica, hanno tentato o cercano di verificare la validità della formula. In Francia, Arcelor Mittal è riuscita a mobilitare una parte delle sue banche per mezzo di questo stratagemma. I dettagli dell'operazione restano confidenziali.

 

Riferimenti obbligazionari

 

Il principio della “forward start facilitiy” non sempre è gradito a tutte le banche, per due ragioni principali. In primo luogo, determinati istituti stimano che la firma di una nuova convenzione di credito potrebbe tradursi in una doppia contabilizzazione dello stesso impegno in bilancio, con implicazioni in termini di esigenze di capitale proprio tali da ridurre l'interesse dell'operazione. I sostenitori della "forward start facility" giudicano tale argomentazione discutibile, considerato che  l’utilizzo di una "forward start facility" è condizionata al rimborso della linea di credito precedente.

 

Il secondo ostacolo riguarda la capacità delle banche a impegnarsi su un margine che inizieranno a riscuotere più avanti nel tempo. Di norma, il margine proposto è identico a quello di un prestito assegnato oggi e non prevede particolari premi. Su determinate operazioni concluse in Spagna, il margine è risultato persino inferiore, poiché le banche hanno sperato in una possibile distensione del mercato del credito o contato sul fatto che il cliente corporate riesca nel frattempo a rifinanziare la linea esistente su un periodo più lungo. Nel qual caso, tra l’altro, la banca incasserebbe una commissione di impegno su una "forward start facility" mai utilizzata.

 

Tuttavia, non sembra che attualmente ,  la distensione sui finanziamenti bancari sia all'ordine del giorno, come dimostrato dall'ultimo sondaggio della BCE sulla distribuzione del credito nell'eurozona. Secondo quanto riferito da una fonte in Société Générale, per i finanziamenti bancari la tendenza rimane invariata rispetto alla fine del 2008: breve termine e margini elevati. Si assiste per contro ad una nuova tendenza: "itassi di riferimento obbligazionari vengono sempre più utilizzati come indicatori per fissare il livello del margine. La convergenza tra i mercati del debito bancario e obbligazionario, di cui si parla da molti anni, comincia a farsi strada", aggiunge.

 

Accanto alle problematiche relative al raggiungimento della scadenza delle linee sindacate, i clienti corporate che anticipano i tempi per evitare di dover rinegoziare la propria linea di credito con la pistola alla tempia, nel caso di un aumento della leva finanziaria  nei prossimi semestri, sono sempre più numerosi. E se i covenants contenuti negli accordi sanzionano il debitore per i risultati negativi, molti crediti sindacati negli Stati Uniti e qualcuno in Europa sono garantiti da crediti commerciali, non necessariamente come securitization ma anche sotto forma di factoring. "Questo metodo consente alle banche di diversificare il rischio sull'azienda e di staccarsi in parte dalla firma del cliente corporate. Ciò consente di seguire da vicino la situazione della società che richiede il finanziamento e di ottenerne un quadro più preciso", spiega un avvocato associato di Freshfields.

 

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