| La BCE svolge il ruolo di mediatore sulla commissione di interscambio del prelevamento SEPA |
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| 4/12/2008 | |
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Per evitare che il lancio del prelevamento europeo si traduca in un flop, la BCE ha assunto il ruolo di mediatore in merito alle commissioni interbancarie. Il sesto rapporto SEPA appena pubblicato dalla Banca Centrale Europea illustra in dettaglio le ultime proposte indirizzate alle banche europee. A partire dal 1° novembre 2009, data prevista per l'introduzione dell'addebito diretto SEPA (SEPA Direct Debit, SDD), le comunità bancarie nazionali che applicano oggi commissioni interbancarie locali, potranno applicare temporaneamente questa commissione a quella applicata sugli SDD domestici. Per un periodo transitorio, agli SDD transfrontalieri verrebbe applicata una commissione interbancaria fissa di 8,8 centesimi di euro per lasciare alle banche il tempo di adattarsi al modello economico di lungo termine del nuovo metodo di pagamento europeo. A oggi, tale modello resta ancora da definire. La BCE sostiene che le banche riunite nel Consiglio europeo dei pagamenti (EPC) devono giungere a un'intesa su un modello che garantisca la longevità dell'SDD senza l'intervento della Commissione. L'obiettivo è quello di definire un accordo entro la fine del primo trimestre 2009.
Qualche mese fa, le banche basavano l'equilibrio del prelevamento SEPA su una commissione di interscambio fissa pari a 9 centesimi di euro. In settembre, questo principio è stato invalidato dalla Commissione europea e dalla BCE provocando una vivace reazione delle banche francesi. Dopo numerose minacce espresse in occasione della riunione plenaria del Consiglio europeo dei pagamenti (vedere l'articolo riportato di seguito), queste ultime hanno infine ufficialmente sospeso i lavori di preparazione al sistema SEPA nell'attesa di chiarimenti da parte di Bruxelles sul futuro modello economico del prelevamento europeo. "Finché queste regole non saranno chiarite, le banche francesi, come del resto le altre banche europee, non possono impegnarsi né sui lavori né sul calendario previsionale poiché, come tutte le aziende, anche le banche devono conoscere in anticipo gli eventuali rischi economici e giuridici", hanno affermato. I banchieri italiani o ancora il raggruppamento europeo delle casse di risparmio, certamente meno contestatori, sono ugualmente preoccupati dalle conseguenze della posizione dei responsabili politici dell'Europa dei pagamenti sulla remunerazione dei servizi che le banche si rendono vicendevolmente.
Data limite
A margine della commissione di interscambio sull'SSD, l'altro argomento caldo del momento riguarda la definizione di una data limite per il passaggio al sistema SEPA. Senza una data, i nuovi metodi di pagamento europei potrebbero essere limitati alle sole operazioni transfrontaliere provocando la perdita di tutti i vantaggi degli investimenti consentiti da parte delle banche e delle imprese. A otto mesi dal suo lancio, il bonifico europeo (SEPA Credit Transfer, SCT) rappresentava a fine settembre l'1,5% del totale dei bonifici emessi nell'area SEPA, per un utilizzo essenzialmente riservato alle operazioni di pagamento transfrontaliere. Poiché i bonifici cross-border rappresentano circa il 2% del totale dei bonifici in Europa, l'SCT potrebbe subire un arresto se le banche non riuscissero a proporre un servizio vantaggioso quanto i modelli di bonifico nazionali. Allo stato attuale, numerose imprese di grandi dimensioni hanno già effettuato la migrazione di una parte dei bonifici al nuovo sistema e le amministrazioni statali e in ambito sociale, che rappresentano una quota significativa dei bonifici emessi, procederanno alla migrazione della maggior parte dei flussi tra il 2009 e il 2010. Gli autori del rapporto segnalano inoltre una serie di inconvenienti tecnici riscontrati dai primi utenti del bonifico europeo che rischiano di frenare l'adozione dell'SCT. "Ad esempio, non sempre è possibile programmare da data di esecuzione di un pagamento, o effettuare pagamenti periodici", sottolinea la BCE.
Per la BCE, è di importanza prioritaria "indicare chiaramente a tutte le parti coinvolte, che i bonifici e i prelevamenti nazionali nell'area euro verranno presto abbandonati". La BCE auspica che si prenda una decisione prima di fine giugno 2009 per l'SCT e di fine dicembre 2009 per l'SDD. Per stabilire una data limite "realistica ma ambiziosa" sono stati presi in considerazione più metodi. Come prima opzione, rendere l'IBAN, ovvero più radicalmente i formati dei messaggi SEPA, obbligatori per tutti i pagamenti in euro. Altra possibilità, eliminare progressivamente lo snodo degli ordini di pagamento emessi in formato locale per obbligare le banche a trasformare gli ordini non SEPA in ordini SEPA. Ultima proposta, chiedere alle differenti comunità bancarie nazionali di adottare un calendario comune per la migrazione verso gli strumenti SEPA. Ciò presuppone il raggiungimento di un accordo su criteri oggettivi da tenere in considerazione per fissare la data di dismissione degli strumenti di pagamento nazionali. A oggi, solo la Francia ha fissato un obiettivo di massa critica di operazioni (75% dei volumi e 50% degli ordinanti) che darà origine l'anno successivo alla sostituzione definitiva del bonifico nazionale a favore dell'SCT: la scadenza è prevista per fine 2011.
Se la BCE, la Commissione europea e i Corporate, mediante l'Associazione europea dei tesorieri di impresa (EACT), sono unanimi sulla necessità di prevedere un periodo di coabitazione tra gli strumenti di pagamento nazionali e i relativi equivalenti SEPA, resta da stabilire a quale livello tale decisione debba essere presa. A livello dei banchieri riuniti nell'EPC? Dei singoli governi mediante una legge nazionale? Una legge comunitaria? Oppure è compito della BCE imporre questa data limite alle banche? La BCE non fornisce alcuna risposta in merito a questo punto. "L'assenza di base legale e di precedenti complica la definizione da parte della Commissione europea o della BCE di una scadenza ultima dopo la quale alle banche sarà proibito accettare i pagamenti non SEPA" sottolinea Luc Migeot, presidente della TaskForce SEPA di Business Europe, la "Confindustria" europea. |
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