| Cash management: l'Italia e la Spagna sulla via della trasparenza |
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| 27/11/2008 | |
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Le pratiche del cash management per i grandi gruppi d'Europa si sono evolute in modo significativo negli ultimi dieci anni, tuttavia, alla vigilia della SEPA (Europa dei pagamenti, Single Euro Payment Area), le divergenze tra i paesi rimangono particolarmente importanti.
In Francia, ad esempio, le date di valore (che generano flottante) e la commissione per movimento sono progressivamente sparite man mano che le imprese hanno rimesso in gioco le condizioni associate all'elaborazione dei flussi. Almeno il 60% della fattura totale relativa al cash management per il settore B2B è stato ritoccato dall'eliminazione di queste due poste. L'adozione di una fatturazione per operazione ha comportato una diminuzione della fattura globale pagata dal settore corporate. Numerose poste fino ad allora "sovvenzionate" dalla commissione per movimento hanno in alcuni casi avuto la tendenza ad aumentare: elettronica bancaria, spese di tenuta conto e di gestione del cash pooling.
Il percorso verso la trasparenza del mercato francese del cash management non ha fatto che seguire la via già adottata qualche anno fa da Germania e Regno Unito. In questi due paesi, la gestione dei flussi di incasso e pagamento è garantita da 4 o 5 grandi banche. La fatturazione non è quasi mai basata su commissioni interbancarie, flottante o commissioni proporzionali. Il prezzo dei metodi di pagamento si basa esclusivamente sulle commissioni per operazione. Questi mercati sono inoltre all'avanguardia nella smaterializzazione completa dei metodi di pagamento. Nel Regno Unito, il sistema di compensazione interbancario locale, BACS, da molti anni consente alle imprese di accedere direttamente al clearing, di inviare gli ordini di pagamento e di recuperare gli estratti conto senza passare dalle banche. L'ottimizzazione della gestione dei flussi è stata ottenuta grazie all'organizzazione periodica di gare d'appalto, ripetute periodicamente, in generale per durate da uno a tre anni. Malgrado la rinegoziazione periodica delle condizioni di cash management, i clienti corporate tedeschi restano ancora molto legati alla propria banca principale, partner bancario di riferimento che gestisce la maggior parte dei loro flussi.
Se il mercato francese del cash management ha già avviato la sua mutazione, in Italia e in Spagna, resta ancora molto da fare. I clienti corporate hanno solo avviato il processo di razionalizzazione del trattamento dei flussi. Il sistema di fatturazione risulta ancora particolarmente opaco per molteplici ragioni: modalità di tariffazione non armonizzate tra le banche, importanza del flottante e commissioni proporzionali sulle operazioni internazionali. "Il mercato del cash management in Italia ha la particolarità di essere atomizzato poiché le imprese suddividono i flussi tra 18 e 20 banche e si fonda su commissioni interbancarie elevate. Questo sistema spinge le aziende a privilegiare i flussi intrabancari e a moltiplicare il numero di partner", osserva Nathalie Bouvret, responsabile prodotti e ricerca della divisione Consulenza di bfinance.
L'esistenza di metodi di pagamento specifici in ciascuno di questi paesi, ad esempio le RIBA in Italia o il confirming in Spagna, non dovrebbe tuttavia frenare la spinta alla razionalizzazione. Sul mercato italiano, le banche iniziano a formulare offerte senza flottante e senza commissione proporzionale, analogamente a quanto avviene sui mercati inglese, tedesco e francese. Tuttavia, sussistono alcune abitudini rischiano di frenare il movimento di ottimizzazione, ad esempio, la resistenza delle banche italiane di scambiare messaggi MT 101 tra di esse, impedendo così l'attuazione di cash pooling domestici multibanca. Inoltre, anche l'abitudine delle banche di legare le commissioni alle singole operazioni (e non ad una fatturazione periodica) rappresenta un ostacolo verso la trasparenza del mercato.
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